Nel suo interessante editoriale scritto su “CalcioMercato.com”, il giornalista di Mediaset Premium, Sandro Sabatini, si sofferma su com’è cambiato il giudizio dei tifosi dell’Inter su Mancini: da causa di un sicuro fallimento a eroe vincente e decisivo. Ecco un abbondante estratto
MANCINI COME MAZZARRI – “Telefoni bollenti, chat infuocate, social roventi: temperature elevatissime, in quei giorni di agosto. Non si respirava, tanto era irrespirabile l’aria (pesante) attorno a Mancini. Bastavano un tweet o un post per scatenare critiche dure, irrispettose e anche offensive tutte più o meno intonate contro l’allenatore dell’Inter. E quando alla sera davanti alla TV si guardava qualsiasi programma di calciomercato, le critiche ai nerazzurri erano più frequenti degli spot pubblicitari. Mancini sotto accusa, senza nemmeno l’aureola del suo passato nerazzurro. Altro che beatificazione del “Mancio”: i tifosi lo trattavano come un Mazzarri qualsiasi.
INTER BRUTTA, MA VINCENTE – “Un mese dopo, perché tanto (poco) è passato, l’Inter guida il campionato a punteggio pieno. Cinque vittorie su cinque partite. Neanche una giocata bene, è vero. Ma fra poco nessuno lo ricorderà. La storia viene scritta dai vincitori. Anzi, di più: chi vince festeggia, chi pareggia si giustifica, e chi perde si rinchiude in casa. E’ la legge dello sport: il calcio non fa eccezione. La bellezza del gioco è inevitabilmente soggettiva, i risultati sono inesorabilmente oggettivi. Nell’eterna sfida tra chiacchiere e fatti, vincono sempre i fatti”.
DOMENICA SPAREGGIO SCUDETTO – “E domenica luci a San Siro per illuminare lo “spareggio scudetto” più improbabile della storia: quello tra Inter e Fiorentina. “Spareggio scudetto” si fa per dire: ovvio. Dopo cinque giornate, sarebbe ridicolo attendersi un verdetto definitivo. Ma questi sono discorsi. Chiacchiere. I fatti dicono altro. Per esempio, segnalano i punti di vantaggio che l’Inter ha accumulato su Juventus (10), Napoli (9) e Roma (7). Non irrecuperabili, ma comunque tanti. E rischiano di diventare tantissimi o addirittura troppi, considerando che gli ultimi passi falsi sono arrivati da Frosinone e Carpi: non proprio Barcellona e Real Madrid…”.
TIFOSI SCONFITTI, MANCINI VINCE – “Non è mai troppo tardi, invece, per raccomandare ai tifosi più prudenza nei giudizi estivi. D’accordo, ad agosto quel caldo soffocante poteva anche dare alla testa. Ma chi sbraitava contro Mancini, adesso farebbe bene a farsi una doccia di umiltà. L’allenatore dell’Inter ha fatto il manager. S’è preso responsabilità che in qualsiasi altra squadra (italiana) appena sfiorano gli allenatori. Comunque andrà a finire, ha avuto ragione. A parte Montoya, tutti i giocatori in rosa non si svaluteranno. Perché grazie al vantaggio accumulato, l’Inter potrebbe curare con qualche cerotto le crisi grazie a 15 punti in cinque giornate. Cioè il massimo, con il massimo sforzo di carattere, esperienza e grinta. Oppure il massimo, con il minimo del gioco. In certi casi si dice: pensate cosa farà quando inizierà a giocare bene. Ma sono antichi luoghi comuni. Il bel gioco esiste, sì. Ma è una componente di quel mistero affascinante e molto più ampio che si chiama gioco del calcio”.
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