Dopo un ottimo avvio di campionato e cinque vittorie consecutive la marcia dell’Inter di Roberto Mancini si è fermata contro l’ottima Fiorentina di Paulo Sousa. Questa sconfitta per 1-4 rievoca i fantasmi della sconfitta casalinga contro il Cagliari: analizziamola
PREMESSA – Non voglio far male al cuore degli interisti andando a rievocare il 28 settembre 2014, ma alla luce della sconfitta di ieri sera contro la Fiorentina non si può non pensare a quel maledetto 1-4 casalingo contro il Cagliari di Zdenek Zeman. Ecco quella sconfitta ha decretato l’inizio se non la fine dell’Inter di Walter Mazzarri. Lo scorso anno i nerazzurri partirono bene in campionato conquistando 8 punti nelle prime 4 giornate, poi il vuoto. In quel pomeriggio di settembre le certezze che il tecnico toscano aveva costruito, o meglio aveva cercato di costruire, sono svanite sotto i colpi di Ibarbo ed Ekdal. Dopo quella sconfitta l’Inter conquistò solo due vittorie nelle sei partite seguenti portando all’esonero di Mazzarri al termine della sfida contro l’Hellas Verona.
ATTUALITÀ – Ora torniamo alla sconfitta di ieri. I nerazzurri sono arrivati alla sfida di San Siro in testa al campionato e con la possibilità di centrare la sesta vittoria consecutiva e di andare in fuga a più 5 dalla seconda in classifica. Tutto svanito. Dopo soli due minuti Handanovic regala un rigore alla Fiorentina. Ilicic, a differenza di quanto fatto da Cossu lo scorso anno, segna e porta i viola in vantaggio. Pochi minuti più tardi ecco arrivare il 2-0 (sempre su errore del portiere sloveno) e poi il terzo gol firmato da Kalinic. 23 minuti di gioco 3-0. A questo punto la mente dei tifosi interisti è volata a quel 28 settembre anche perché Miranda si fa espellere (lo scorso anno toccò a Nagatomo) a pochi minuti dall’intervallo. Nella ripresa l’Inter prova a reagire con la rete del migliore in campo Mauro Icardi (anche quest’anno, dopo Osvaldo, è toccato ad un argentino di nascita il gol della bandiera), ma ancora una volta Kalinic segna e porta il risultato sull’1-4 come quel maledetto pomeriggio dello scorso anno.
SFIDA SPARTIACQUE – Bene, ho già detto come quella partita ha praticamente decretato la fine del rapporto tra Walter Mazzarri e l’Inter; ora però bisogna pensare a come l’Inter di Roberto Mancini reagirà a questa batosta. La sconfitta contro la Fiorentina rappresenta il classico spartiacque della stagione. I nerazzurri dovranno dimostrare di essere, dopo anni, squadra. Dovranno dimostrare che le cinque vittorie consecutive non sono il frutto della fortuna o di avversari poco validi, ma del buon lavoro svolto da Mancini e dai giocatori in questo avvio di stagione. Gli uomini spogliatoio non mancano: Medel e Felipe Melo su tutti. Un tecnico d’esperienza neanche. La rosa è sicuramente superiore a quella dello scorso anno, si tratta “solo” di abbassare la testa e lavorare in modo da rendere questa sconfitta un incidente di percorso e uno stimolo a voler far bene. Perdere 1-4 in casa fa male, ti ridimensiona, ma una grande squadra è capace di rialzarsi e riprendere il cammino. Questo è l’obiettivo dell’Inter, questo è l’obiettivo di Roberto Mancini. Anche perchè spesso, come cantava Fabrizio De André, «dal letame nascono i fior» e quest’Inter dopo il disastro delle scorse stagioni può e deve rialzarsi.
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