Marino: “Inter nona per differenza reti, non è un buon segnale” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1QMG6Bb Riccardo Melis

Pierpaolo Marino

Pierpaolo Marino ha parlato della differenza reti nel suo consueto editoriale per “Calciomercato.com”; l’ex dirigente sottolinea quanto questo dato, dal suo punto di vista particolarmente rivelante, sia in realtà molto sottovalutato soffermandosi in particolare sul nono posto ottenuto dall’Inter in questa particolare classifica.

LA DIFFERENZA RETI – «Gli allenatori e i direttori sportivi più esperti tengono sotto costante monitoraggio un dato a cui molti tifosi non sono soliti dare la giusta importanza. Il rapporto tra i gol fatti e quelli subiti, definito differenza reti, è un dato che non sempre le classifiche evidenziano, ma che, in base alla mia esperienza, è un indice fondamentale per misurare l’equilibrio tecnico-tattico di una squadra e valutarne lo stato di salute e le proiezioni future. Oggi tutti gli allenatori lavorano, tutte le settimane, su sofisticatissimi report statistici delle partite, ma non disdegnano di usare una semplice sottrazione come la differenza reti totale o a pacchetti di partite, per trarre indicazioni attendibilissime sugli sviluppi futuri, su eventuali iniziative da intraprendere per ritoccare l’assetto tattico e sulla necessità di modificare un modulo di gioco».

UN DATO ‘ATTENDIBILE’ – «Vi faccio un semplice esempio di quanto la differenza reti fotografi la bontà di un determinato assetto tattico o segnali in modo netto l’idiosincrasia di una squadra per un determinato modulo. Parliamo del Napoli di Sarri, che, dopo tre partite di campionato con differenza reti -1, in occasione della partita di Europa League con il Bruges modifica il modulo e passa al 4-3-3. Ottiene un 5 a 0 con i belgi e nelle successive tre gare di campionato fa registrare una differenza reti di +6. Risultato il Napoli diverte (Carpi a parte) e subisce un solo gol (Juventus) mentre nelle altre tre partite ne aveva subiti 6, risalendo in parte una classifica fino ad allora umiliante. Naturalmente, il dato della differenza reti da -1 si impenna a +5. Una volta testata l’ attendibilità del dato proviamo allora a compilare, almeno per i primi posti, la classifica della differenza reti, non senza ricordare che, negli ultimi anni, la squadra che ha poi vinto lo Scudetto, dopo sei giornate di campionato, aveva almeno +4 di differenza reti».

Fiorentina +7
Roma e Chievo +6
Torino e Napoli +5
Sassuolo, Atalanta e Sampdoria +3
Inter +2
Milan Juventus e Palermo -1

INTER NONA – «Il risultato di questo giochino è sorprendente, anche se un campione di sole sei partite, va considerato soltanto come mero dato indicativo. Questa analisi, però, può aiutarci a capire e soprattutto intuire tante cose. Si può indovinare ad esempio chi è destinato a salire o a scendere nella classifica vera, oppure trarre segnali positivi per pensare che una squadra rivelazione in questo momento, può essere destinata a non essere una meteora. Secondo la differenza reti, quindi, la Fiorentina è la capolista morale della classifica e, per l’ equilibrio mostrato dai numeri tra la fase offensiva e difensiva, che, secondo questi dati, sembra destinata a durare, con grande felicità del popolo viola. L’Inter di Mancini, invece, passa dal primo posto della classifica vera al nono. Forse, c’è un poco di riluttanza nell’accettare questo dato, ma in casa nerazzurra un piccolo campanello d’allarme farebbe bene a squillare».

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