La sconfitta netta giunta con la Fiorentina, sebbene maturata tramite errori grossolani di Handanovic, mette tutto in discussione quanto fatto dall’Inter in precedenza. In realtà già coi viola Mancini aveva stravolto l’assetto tattico: dopo 5 vittorie di fila perché cambiare e confondere la squadra?
“Squadra che vince non si cambia“, affermava il saggio Boskov. Con la viola in realtà non è cambiata molto negli uomini, tranne che per il rientrante Miranda e l’infortunato dell’ultim’ora Jovetic, ma tatticamente sì. E continuerà a farlo a Genova, con una difesa a tre che dovrebbe essere riproposta, con un 3-4-3 inedito. Ma perché questi cambi? Mancini vuole così tamponare le fondamentali assenze di Miranda e Jovetic, mettendo più peso nella retroguardia e mediana, dove Melo sarà affiancato da Medel. La spinta dalle fasce potrebbe arrivare da Biabiany, non inedito nel ruolo di quinto del centrocampo, con un attacco dalle doppie frecce Perisic e Ljajic a supporto di Icardi. Una squadra nuova, completamente diversa e tatticamente/filosoficamente lontana dalle prime 5. Pragrmatica, concreta, equilibrata: che Inter si vedrà con questo nuovo modulo? Il rischio potrebbe risultate eccessivo, dopotutto l’Inter è ancora prima ed il ko è maturato in virtù di due errori individuali, ancor prima che di squadra, senza dunque poter valutare il reale impatto al match dei nerazzurri contro Paulo Sousa ed i suoi ragazzi. genova sarà la prova del 9, ma gli esperimenti presto dovranno finire: c’è la Juventus all’orizzonte ed uno Scudetto che, visto l’andamento generale dei top club, deve vedere un’Inter protagonista.
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