Mancini e il 4-2-3-1: troppo offensivo o soluzione ideale? Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1QQudKl Riccardo Melis

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Ormai da diversi anni il 4-2-3-1 è il modulo che va per la maggiore a livello europeo ma in Italia viene ancora considerato uno schema fin troppo offensivo per poter funzionare. Ma, nonostante questa opinione abbastanza condivisa e i risultati dell’anno scorso, il tecnico dell’Inter Roberto Mancini sembra comunque intenzionato a riproporlo nei prossimi mesi.

NESSUNA FRETTA – Rispetto alla passata stagione però, quando Mancini decise di proporre subito il 4-2-3-1 non appena arrivarono Lukas Podolski e Xherdan Shaqiri, la sensazione è che l’allenatore voglia trovare un certo equilibro prima di puntare nuovamente sul modulo grazie al quale riuscì a conquistare una storica Premier League con il Manchester City. Anche perché, a differenza dello scorso anno in cui subentrò a campionato iniziato, questa volta non potrà permettersi di sbagliare niente.

IL ROMBO – Lasciando perdere l’esperimento della difesa a tre di domenica scorsa lo schema di riferimento finora è stato il 4-3-1-2 che però dovrebbe presto trasformarsi in 4-3-3 viste le prestazioni non certo esaltanti di Ivan Perisic nel ruolo di trequartista. Considerando la sua esperienza al Wolfsburg infatti il classe ’89 croato renderebbe molto di più da da esterno anche se, da questo punto di vista, potrebbe nascere un altro problema di natura tattica relativo alla posizione di Stevan Jovetic.

IL 4-3-3 – L’attaccante montenegrino infatti non ha mai convinto del tutto nelle vesti di ala quando, prima Sinisa Mihajlovic e poi Vicenzo Montella, provarono a trasformarlo senza successo ai tempi della Fiorentina. Relegarlo sulla fascia vorrebbe dire infatti limitare tantissimo il suo raggio d’azione, motivo per il quale appare al momento difficile credere che il Macio possa effettivamente decidere di allontanare dalla porta il giocatore di maggior qualità di tutta la rosa.

IL FINTO TREQUARTISTA – La soluzione ideale per integrare al meglio i due con Mauro Icardi sarebbe proprio il 4-2-3-1 che, nella concezione manciniana, è in realtà molto simile ad un 4-4-2 nel quale il “trequartista” si affianca spesso e volentieri alla prima punta (basti pensare ad esempio ai Sergio Aguero e ai Carlos Tevez schierati dietro Edin Dzeko ai tempi di Manchester). Un ruolo che sembrerebbe essere perfetto per Jovetic che, guarda caso, arrivò al City proprio grazie al tecnico che iniziò a trattare il suo acquisto con i viola poco prima di essere esonerato.

L’ALTRO ESTERNO – Rimarrebbe però da chiedersi quale sarebbe il giocatore migliore per completare il reparto offensivo tra Adem Ljajic, Rodrigo Palacio e Jonathan Biabiany: il primo è senza dubbio il più talentuoso del terzetto ma anche quello più “indisciplinato”, discontinuo e meno propenso alla fase difensiva (cosa fondamentale se si vorrà proporre questo modulo con continuità in Italia). Il Palacio di qualche anno fa sarebbe stato perfetto ma ad oggi l’argentino non è purtroppo più in grado di fare il titolare con continuità, sopratutto sulla fascia. Ci sarebbe poi l’ex Parma che può garantire tanta corsa ma anche molta meno qualità rispetto ai colleghi.

TELLES? – Oltre a loro tre però non sottovaluterei del tutto l’utilizzo di un altro giocatore, ovvero Alex Telles. Il brasiliano potrebbe essere considerato infatti troppo offensivo per fare il terzino in un 4-2-3-1 e quindi, l’idea di vederlo partire di tanto in tanto qualche metro più avanti, non sarebbe secondo me da escludere. Tra l’altro, con la protezione di Juan Jesus, il classe ’92 avrebbe maggiori possibilità di puntare l’uomo per creare superiorità numerica e di andare al cross. Un cambio di posizione molto simile a quello che nel 2002 portò lo stesso Mancini a spostare Aperecido Cesar dalla difesa al centrocampo trasformandolo in uno dei migliori esterni offensivi della Serie A.

DIFESA E CENTROCAMPO – La coppia difensiva formata da Joao Miranda e da Jeison Murillo e la mediana composta dal suo pupillo Felipe Melo e da Geoffrey Kondogbia (che giocò la sua miglior stagione a Siviglia nel 2012/13 proprio da centrocampista centrale in un 4-2-3-1, insieme tra l’altro a Gary Medel) dovrebbe infine garantire una maggiore copertura e un maggior equilibrio rispetto ai vari Andrea Ranocchia, Nemanja Vidic, Juan Jesus (spostato ormai nel ruolo di terzino sinistro) e Fredy Guarin.

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