“Repubblica” in edicola oggi si occupa della vergognosa situazione degli stadi italiani. Sempre meno pubblico pagante e sempre più burocrazia. Oltre a topi e piccioni
COMUNI – Spiega Carlo Longhi, ex arbitro che ora si occupa di stadi per conto di FIGC e Lega: «La gran parte degli stadi è di proprietà dei comuni che la fanno da padroni. Le società anche solo per spostare un armadietto devono passare per lungaggini burocratiche, senza contare che la manutenzione di questi impianti è molto costosa. Il settore pubblico non ce la fa mentre al privato non conviene».
SAN PAOLO – La situazione in particolare del “San Paolo” di Napoli è allarmante anche dal punto di vista igienico. Topi e piccioni la fanno da padroni con toilette praticamente sempre inservibili.
DEROGA – La parola magica si chiama “deroga”: la parola magica dell’impiantistica sportiva italiana. Il campionato può disputarsi in nome della deroga. «Non è di per sè negativa perchè ad ogni deroga segue un provvedimento compensativo.
PICCIONI – E poi ci sono loro, i piccioni che fanno il tiro al bersaglio con i pochi spettatori che ancora decidono di andare allo stadio invece che seguire le gare comodamente da casa.
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