La frase del giorno sull’Inter… Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1MbWWdy Andrea Turano

kovacic mancini

Nella giornata caratterizzata dalla sacrosanta esplosione di Stevan Jovetic contro la stampa, fanno scalpore anche alcune discussioni esterne all’Inter, praticamente amarcord. Nella rubrica “La frase del giorno sull’Inter…” analizziamo le parole di Mateo Kovacic ai microfoni del portale croato Sportske Novosti e riportate da “Goal”

LE PAROLE DI KOVACIC«E’ stato un onore giocare nell’Inter, ma il Real Madrid è senza dubbio di un livello più alto. Con Roberto Mancini non c’era rapporto, né positivo né negativo. Non sono sicuro che lui mi volesse in squadra… Non so cosa abbia pensato quando sono andato via, a me non ha detto nulla. Comunque sono stato felice di partire, perché non so lì come sarebbe andata a finire. Quando ho lasciato l’Inter mi ha detto che gli dispiaceva, ma onestamente mentre ero in rosa ciò non l’ho mai percepito. Sono venuto al Real dall’Inter, dove non ci giocavamo niente, a un club che lotta per vincere tutto e ha una mentalità ‘super’. Si punta a tutti i trofei, non ci si stanca mai. Io preferisco giocare come centrocampista di interdizione, credo che sia stato fatto un errore a modificare la mia posizione naturale. Ovvero quella di Kroos e Modric al Real o Iniesta al Barcellona».

CARO MATEO, QUESTO E’ UN AUTOGOL – Parto da una considerazione personale: spero, forse inutilmente, che le parole di Mateo Kovacic non siano reali, ma che si tratti di uno scherzo ben organizzato dai vari portali web che sguazzano in queste notizie. Detto ciò, provo ad analizzare in maniera distaccata quanto riportato sopra. Che aver giocato nell’Inter sia un onore per Kovacic è banale e sicuramente molto più logico rispetto al contrario. Anche Ronaldo (il brasiliano, ndr) ha giocato prima nell’Inter e poi nel Real Madrid, ma in quel caso l’onore è stato reciproco: forse perché Ronaldo appena arrivato a Milano ha vinto, praticamente da solo, un trofeo europeo importante come la Coppa UEFA 1997/1998 e sappiamo tutti cosa successe in Italia quell’anno, fino al 2002 (ultimo anno di Ronaldo all’Inter) e poi definitivamente fino al 2006. Insomma, se Kovacic voleva trovare una critica, ha sicuramente sbagliato le tempistiche: l’Inter ha sempre lottato per vari trofei e li ha anche vinti, prendendosi una pausa (casualmente) solo negli anni in cui il croato ha vestito la maglia nerazzurra (e non per colpa di Kovacic, anzi). Quest’anno, infatti, l’Inter sembra stia tornando a lottare per il vertice: vincerà qualcosa a fine stagione? Non si sa, ma almeno ci prova. E visto che Kovacic è sempre stato criticato per attributi mancanti e discontinuità, forse prima sarebbe servito un veloce esame di coscienza. Ultimo appunto: il ruolo. Dice di preferire il ruolo di centrocampista di interdizione? Strano, è lo stesso in cui Roberto Mancini stava cercando di istruirlo fino a Ferragosto. Interditore come Toni Kroos, Luka Modric e Andrés Iniesta? Uhm, qualcosa non mi torna. Con Mancini forse il rapporto non sarà stato così “speciale”, ma se Xherdan Shaqiri è riuscito a non parlarne male, forse il sassolino che Kovacic si è tolto dalla scarpa è molto più corposo della scarpa stessa. Dov’è finita la tua umiltà, Mateo?

facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Contenuto generato e fornito da Inter-News – Notizie Inter aggiornate 7 giorni su 7

Leggi la notizia completa qui: Inter-News http://ift.tt/1MbWWdy
via IFTTT http://ift.tt/1KtIfNE #inter #interclubpavia #internews