Settimana di sosta per le nazionali, ma non per le polemiche. Quelle c’erano, ci sono e ci saranno sempre a prescindere dagli impegni del fine settimana. In casa Inter non si respira un’aria di crisi, nonostante quanto si voglia far credere dall’esterno. Ma intanto vengono registrate due “esplosioni:” prima Mancini, poi Jovetic. E l’Inter che fa?
PRIMA MANCINI – La sfuriata di Roberto Mancini ha luogo durante la conferenza stampa alla vigilia di Sampdoria-Inter. L’obiettivo? I giornalisti in sala stampa, quelli in redazione, probabilmente anche qualcuno da casa che si professa tale, ma non lo è. Mancini si sente accerchiato perché lo è, arrivano critiche da tutti e per tutto: la sua squadra vince, ma gioca male; la società ha speso tanto sul mercato, ma non si notano miglioramenti in campo; la formazione scesa in campo non è quella giusta; il modulo è sbagliato; la difesa è a tre, no a quattro, anzi a cinque; la sconfitta contro la Fiorentina è vergognosa, ma le colpe sono tutte sue che ha sbagliato la qualunque; e, infine, l’apice si è raggiunto alimentando una polemica mai nata con Jovetic e tutto il Montenegro. Insomma, Mancini non ce l’ha fatta più ed è esploso, in maniera più che giustificata. La pressione in Italia non è mai abbastanza, perché quando non ci sono i tifosi a creare confusione intorno a un ambiente di lavoro – in seguito a delusioni e quindi contestazioni -, ci pensano i giornalisti a scatenare un polverone. Troppo spesso e, soprattutto, troppo volentieri. In questi casi, per ristabilire l’ordine e in particolare le posizioni di ognuno, è sacrosanto reagire come Mancini, che ha messo da parte il british style ed è tornato allo stile italiano, tanto scomodo per alcuni quanto necessario. Durante i due anni sulla panchina dell’Inter, José Mourinho ha parlato a più riprese di “prostituzione intellettuale“: dopo le risate iniziali, che dribblavano le polemiche, Mancini ha deciso di affrontare i suoi “nemici” a muso duro proprio come il collega portoghese. La stagione è appena iniziata, ma già tutti i casi sono stati creati ad hoc per destabilizzare l’ambiente nerazzurro: Mancini ha fatto bene a smontarne qualcuno, magari alla prossima conferenza stampa i giornalisti sapranno in anticipo quali tasti toccare e come toccarli. Una cosa è certa: la pressione mediatica sull’Inter continuerà a essere alimentata e solo i risultati positivi (a prescindere dal gioco) potranno aiutare Mancini e i suoi a uscirne vivi. Non che eventuali decisioni di Erick Thohir dipendano dal voto dato a Mancini sui quotidiani sportivi, ma sicuramente non si riusciranno a reggere altri otto mesi su questa falsariga.
POI JOVETIC – A far paio con l’esplosione di Mancini, a distanza di circa settantadue ore, ci pensa quella di Stevan Jovetic. Arrivata nel pomeriggio di un martedì qualsiasi, lontano dalla Pinetina e dall’Inter. Questo per far capire che il “rumore dei nemici” (sempre per citare l’allenatore del Triplete nerazzurro) è talmente fragoroso da raggiungere il ritiro del Montenegro, dove Jovetic stava continuando il suo programma di recupero. Eppure, prima, durante e clamorosamente anche dopo il comunicato di Jovetic, le polemiche non vengono smorzate dall’esterno: Mancini contro Jovetic, Jovetic contro Mancini; Inter contro Montenegro, Montenegro contro Inter; staff medico dell’Inter contro medico privato di Jovetic, staff medico del Montenegro e chissà quale altro staff interessato all’infortunio del numero 10 nerazzurro; Jovetic preoccupa l’Inter, l’Inter è in ansia per Jovetic; infiltrazioni di qua, problema posturale di là, elongazione muscolare che sembra la rottura di tutti i crociati in suo possesso; e per finire, ovviamente, l’infortunio non preclude solo Inter-Juventus del 18 ottobre, ma addirittura tutta la stagione. Dunque, anche Jovetic ha detto basta e non le ha mandate a dire. Ha fatto chiarezza il montenegrino, che per settimane prima del suo ritorno in Italia è stato massacrato mediaticamente, venendo descritto come un giocatore finito e pronto a tornare in Serie A solo in seguito al fallimento in Inghilterra: tutto OK tra Inter e Montenegro, tutto OK tra lui e l’Inter e soprattutto tutto OK tra lui e Mancini. Qualcuno aveva dubbi? No, ma ai tifosi dell’Inter per giorni è stata venduta un’altra realtà della vicenda, completamente distorta. Anzi, già da prima si è lavorato per far credere che Jovetic non fosse la prima scelta del tecnico jesino, che avrebbe preferito qualsiasi altro giocatore al suo posto, non solo Mohamed Salah. Ed ecco che le parole di Jovetic arrivano nel momento più adatto: polemica chiusa prima di farla degenerare del tutto, proprio in ottica della settimana di preparazione verso il derby d’Italia. E anche in questo caso, l’Inter non proferisce parola, lasciando fare tutto al suo numero 10.
INTER OSSERVA – In questa doppia vicenda, che trova un punto in comune nel semplice discorso di alimentare una storica “crisi Inter“ ancora lontana dai suoi fasti, ciò che fa notizia è il modo in cui l’Inter si è defilata. Nelle ultime vicende, vedi quella legata al rosso in bilancio, il Presidente Erick Thohir decise di intervenire in prima persona per mettere ordine. E quando a muoversi è Thohir, l’Italia trema. Il numero uno nerazzurro, a differenza di quanto avveniva con il più “buono” (e quindi facilmente soggiogabile) Massimo Moratti, non lascia passare nulla e nessuna parola fuori posto sull’Inter viene perdonata: come dimenticare il comunicato stampa sulla retrocessione della Juventus con tanto di reputazione? Bene, se il rumore intorno all’Inter continuerà ad assordare le orecchie di Thohir e degli interisti, non è da escludere un nuovo intervento in prima persona, per calmare le acque. O meglio, per renderle ancora meno navigabili per chi decide di mettersi contro l’Inter. E si sa che a mettersi contro l’Inter, vuoi per lavoro e fama, vuoi per puro divertimento e abitudine, sono in tanti. Ma questo è anche abbastanza noto, quindi tutti i cuori nerazzurri aspettano impazienti il prossimo caso mediatico che farà vendere copie su copie in edicola e farà registrare numerosi deliri sui social network. Per il momento, quindi, l’Inter attende e prende nota: tra Mancini e Jovetic è terminata 1-1, ma non in uno scontro diretto come avrebbe fatto piacere raccontare a qualcuno. Entrambi hanno piazzato il proprio colpo personale contro la stampa. Mancini prima, Jovetic poi: l’Inter osserva e intanto gli addetti ai lavori sono già attivi per trovare nuovi spunti per creare polemica intorno all’ambiente nerazzurro. L’Inter come squadra non è ancora scoppiata (il secondo posto il classifica lo dimostra) e non è detto che lo farà, ma i due principali protagonisti di questo positivo avvio di stagione sono già stati puntati e hanno reagito praticamente prima di subito. Chi sarà il prossimo? Perché si, ci sarà un prossimo. E un altro ancora. E ancora.
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