Inter-Juventus: la partita tra due rette parallele che non si incontreranno mai Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1Qpvvw8 Viviana Campiti

allegri mancini

Domenica 18 ottobre, alle ore 20:45 andrà in scena allo stadio ʺGiuseppe Meazzaʺ il derby d’Italia numero 192. Una partita mai banale quella tra Inter e Juventus, non solo perché si tratta di due squadre tra le più tifate in Italia, ma anche per l’accesa rivalità che da sempre intercorre tra le due tifoserie

QUESTIONE DI STILE – Come mai parlo di rette parallele che non si incontreranno mai? Ve lo spiego subito: questione di stili differenti. Senza stare qui ad approfondire troppo lo stile di una o lo stile dell’altra, mi basta ricordare un passo di ʺGiocare da uomoʺ, l’autobiografia dello storico capitano nerazzurro Javier Zanetti. Parla di molte cose Javier nel suo libro, in cui si racconta all’amico e giornalista Gianni Riotta, e tra queste tante cose ricorda i suoi ex allenatori. Uno su tutti, Marcello Lippi. L’ex bandiera nerazzurra racconta di come un giorno, nello spogliatoio, Lippi disse a tutta la squadra di leggere nei loro sguardi il timore di affrontare la Juventus. Un affronto troppo grande per quello che era (ed è) il simbolo dell’Inter. Con l’educazione e lo stile (appunto) che lo hanno sempre contraddistinto, Javier prende la parola per rispondere al suo allenatore: «Non è vero mister, lei si sbaglia». Parole semplici, rispettose, dirette. «Con rispetto e franchezza, e lo rifarei», afferma Zanetti.

MONDI DIFFERENTI – Senza troppi giri di parole, posso sicuramente affermare che ciò che accomuna Inter e Juventus è solo il campionato in cui si trovano a gareggiare l’una contro l’altra. E forse anche l’aver avuto per tanti anni due capitani diventati simboli e bandiere, ma anche in questo caso c’è una sottile differenza tra il trattamento che ha ricevuto il capitano nerazzurro e quello che invece ha ricevuto il capitano bianconero, rispettivamente dalle proprie società di appartenenza. Due mondi troppo diversi, distanti tra loro, contrapposti da questioni calcistiche ed extra-calcistiche che non hanno fatto altro che accentuare la rivalità. Le due tifoserie affrontano il calcio in maniera diversa. La tifoseria nerazzurra è più romantica, anche più polemica e molto più abituata alla sofferenza. Quella bianconera è molto più cinica, meno sentimentale e più calcolatrice. Una passione in comune, quella per la propria squadra, ma vissuta in maniera diametralmente opposta.

PUNTO D’INCONTRO – In realtà le due rette parallele si incontreranno a breve, domenica 18 ottobre appunto. Per quello che sarà il primo derby d’Italia della stagione. Le due squadre arrivano alla sfida a ruoli imprevedibilmente invertiti. L’Inter seconda in classifica a quota 16 punti, la Juventus dodicesima a 8 punti di distanza dalla squadra di Roberto Mancini. Di mezzo la pausa per le nazionali, che decreterà quale delle due squadre avrà a disposizione la miglior formazione per tentare di battere l’eterna rivale. La Juventus sarà affamata di vittoria come sempre, a maggior ragione adesso che si ritrova a dover risalire la classifica a causa di un inizio di campionato poco brillante. L’Inter, dal canto suo, cercherà di invertire quella tendenza che ormai da 5 anni non la vede vittoriosa contro la squadra bianconera davanti al pubblico di casa. Andando ancora più nel dettaglio, il saldo delle precedenti 191 sfide in campionato tra Inter e Juventus vede in vantaggio la squadra bianconera con 86 vittorie contro le 57 dell’Inter. Sono 48 invece i pareggi.

PIU’ CHE UNA PARTITA – Ci sono partite destinate a essere sempre qualcosa di più. Diverse, speciali, particolari. Inter-Juventus è decisamente una di quelle. La marcia di avvicinamento alla partita è sempre caratterizzata da frecciatine al veleno tra le due tifoserie, e basterebbe fare un giro sui social network per capire a cosa mi riferisco. L’atmosfera che si respira è carica di passione, sentimento, rivalità. E in questi casi non è facile credere alla solita frase convenzionale pronunciata alla vigilia di una partita così sentita: ʺSi tratta pur sempre di 3 puntiʺ. È solo un tentativo di gettare acqua sul fuoco. Ma se è vero che chiunque vinca di punti non ne fa 33 e vince solo una sfida e non di certo la guerra, è pur vero che la vittoria, in questi casi, ha un sapore diverso. Così come la sconfitta. E sfido chiunque a dire il contrario. Le due squadre ne sono consapevoli, le due tifoserie pure. Inter-Juventus è più che una partita. E a noi piace così.

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