Ecco altre considerazioni di Luca Marchetti su Inter-Juventus dal suo editoriale per “TuttoMercatoWeb”, stavolta però slegate dall’attualità e riguardanti aneddoti del passato.
GUARÍN-VUČINIĆ – “Questa probabilmente l’avevate intuita anche voi. Non vi scomodo il famoso (anzi famigerato) Guarín-Vučinić. Questa se la ricordano anche i bambini. L’insurrezione popolare nerazzurra ha fatto in modo che lo scambio non andasse in porto. Quest’anno nessuno ha manifestato per trattenere Hernanes. Al quale i tifosi bianconeri di buona (e maligna) memoria ricordano la conferenza stampa di presentazione in nerazzurro. Finora il brasiliano ha alternato delle ottime partite a alcune decisamente inferiori. Arrivato l’ultimo giorno di mercato ha comunque completato l’organico bianconero. E dato anche un po’ di respiro alle casse nerazzurre”.
KONDOGBIA – “Torniamo alle suggestioni. Ve lo immaginate Kondogbia in bianconero. Estate 2012. Il Lens (la squadra di allora del centrocampista) era in grandi difficoltà economiche. E la Juve ha pensato seriamente di prendersi l’allora giovanissimo Geoffrey. Poi per 4 milioni di euro se lo accaparrò il Siviglia, del direttore sportivo Monchi. Quella, per la Juve, è stata l’estate di Paul Pogba. Insomma: la ricerca del centrocampista giovane da far esplodere non è andata male… Ma averli insieme (esattamente come la Francia Under-20, tanto più che quel centrocampo vedeva anche Lemina, fra i protagonisti) non sarebbe stato certo male. Per non parlare del fatto che anche Felipe Melo ha un passato bianconero. Certo, forse non glorioso. Era arrivato dopo un campionato strepitoso con la Fiorentina. Passò come uno degli acquisti con meno resa di quella Juve, come il colpo di mercato (in uscita) dell’allora DS della Fiorentina Pantaleo Corvino. Ora, dopo sei stagioni, è ancora protagonista. E magari qualche sassolino dalla scarpa vorrebbe toglierselo”.
MORATA – “Ancora attaccanti, ancora incroci. Vi ricordate Thohir nell’aprile 2014? All’Inter un bomber serviva e in quel momento giravano molti nomi. Lui ne confermò fondamentalmente tre: Torres, Dzeko e Morata. Sì, Álvaro Morata. Seguito anche dall’Inter anche dal gennaio precedente (2014): in quell’occasione fu Ancelotti a dire di no alla cessione di Álvaro. Poi fu testa a testa con la Juventus, anche con Thohir in campo (in occasione di una partita vecchie glorie). Poi il mercato romanza, incontri di piacere diventano anche incontri di mercato (ma alle volte succede esattamente il contrario!). La verità è che la trattativa fu molto complessa, delicata, il diritto di recompra (di cui peraltro ancora adesso si sta parlando, anzi che diventa centrale) fu lo snodo della conclusione. Così come il prestigio della Juventus (che veniva dai campionati vinti a suon di record). All’Inter non arrivò nessuno dei tre, ma arrivò Osvaldo: anche lui passato alla Juve”.
ICARDI – “E invece Icardi? Mauro Icardi fu consigliato alla Samp da Fabio Paratici, attuale DS della Juventus. Paratici era il responsabile del settore giovanile della Juventus e il nome di Icardi (arrivato 6 mesi dopo la sua partenza) era uno di quelli sottolineati più volte. E pensate: non solo Paratici e Marotta non se lo sono neanche goduto alla Samp ma la Juventus è diventata una delle vittime preferite di Maurito. Ogni volta che vede la Juve si scatena: una sorta di riconoscenza! Ma il feeling c’è sempre stato: tanto che nei momenti del difficile rinnovo contrattuale con l’Inter la Juventus un disperato tentativo lo ha fatto. Consapevole che l’Inter non lo avrebbe mai ceduto ai rivali: ma provarci non costa nulla. C’è chi racconta (ma nessuno conferma) che per farsi una chiacchierata erano partiti degli inviti per una partita di Champions allo Juventus Stadium che poi, per evidenti motivi di opportunità, non sono stati accettati”.
MURILLO – “Non vi piacciono gli attaccanti. E allora pensate ai difensori: Jeison Murillo lo ha trattato anche la Juve. Anzi era stato proposto alla Juventus in occasione proprio dello scambio per eccellenza: quel famoso Guarín-Vučinić, visto che il procuratore di Guarín era lo stesso di Murillo. Lo volete? Parliamone per quest’estate. Poi non si fece Guarín, e neanche Murillo (che però l’Inter per non rischiare ha voluto chiudere con sei mesi di anticipo). Senza tirar fuori Leonardo Bonucci. O i trasferimenti dell’estate del 2006 (Ibra e Vieira). Oppure l’altro grande scambio, quello fra Cannavaro e Carini”.
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