Mauro Icardi arrivò dalla cantera del Barcellona alla Sampdoria Primavera a gennaio 2011, che non aveva nemmeno 18 anni. Il suo allenatore di allora, Luciano Bruni, racconta a “gianlucadimarzio.com” le sue impressioni sul giovane attaccante argentino, di cui notò subito delle importanti qualità sia sportive che caratteriali
GRANDI DOTI TECNICHE E UMANE – «Mi è bastato un allenamento per capire che aveva grandi qualità. Doveva ancora un po’ crescere eh, ma sotto porta era già straordinario. Tant’è che io nei giorni successivi al suo arrivo mi chiedevo in continuazione, ‘perché il Barcellona ha scartato uno così bravo, avrà problemi caratteriali?’. Invece no. Era ed è un ragazzo splendido. Educato, sempre disponibile, propenso al lavoro. Io mi ero molto affezionato a lui».
L’ULTIMO A LASCIARE L’ALLENAMENTO – «A fine allenamento, quasi sempre, quando gli altri andavano nello spogliatoio, io e lui rimanevamo in campo. Attaccava male lo spazio e io, quasi sempre, lo trattenevo per fare una sorta di seduta personale. Beh, Mauro si lamentava un po’. Ogni volta mi diceva, “ma ancora mister?”. Già allora ero convinto che avrebbe fatto strada».
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