L’ex nerazzurro ha concesso un’intervista a Transfermarket della quale vi riproponiamo alcuni passi: l’esordio in nerazzurro, il trasferimento all’estero e le differenze tra il calcio tedesco e quello italiano
Luca Caldirola era a suo tempo un’ottima promessa del vivaio nerazzurro, fece il suo esordio ufficiale in Champions League con la maglia dell’Inter, ma la sua carriera l’ha portato in Germania dove attualmente veste la maglia del Darmstatd dopo aver giocato due stagione col Werder Brema. Il difensore italiano ha concesso un’intervista al noto portale Transfermarket in cui è tornato sul suo esordio all’Inter: «È stato un periodo bellissimo in cui l’Inter è stata una delle squadre più forti, che ha vinto anche la Champions League. Potersi allenare ogni giorno con quei campioni e stare in spogliatoio insieme a Sneijder o Eto’o era un sogno. Con Mourinho poi ci sia allena duramente. Per vincere il campionato o la Champions League devi fare qualcosa in più di altre squadre. Io ero giovane e cercavo di seguire i più esperti e di farmi aiutare da loro. Il mister mi aiutava. Mi dava dei consigli, mi diceva di allenarmi tranquillamente, ti metteva a tuo agio. A fine estate ci speravo di far parte della prima squadra però sapevo che era difficile, entrare in una squadra di campioni era molto dura. Quindi ho preferito fare un’esperienza all’estero. Il passo dalla Primavera dell’Inter alla prima squadra è molto grande».
L’ESPERIENZA OLANDESE- Dopo la prima stagione in nerazzurro il giocatore fu ceduto in prestito al Vitesse, un’esperienza che il giocatore considera preziosa: «Avevo la possibilità di giocare in Serie B però giocare in Serie A olandese mi affascinava. Era la prima volta che uscivo veramente dall’Italia. Quindi dovevo affrontare un campionato diverso come anche una lingua e cultura diversa. Questo mi ha fatto sicuramente crescere sia come giocatore che come uomo. È stato un anno in cui ho imparato molto anche giocando solo 11 partite. L’importante era acquisire esperienza».
IL TRASFERIMENTO IN GERMANIA- Nell’estate del 2013, reduce da un buon europeo Under21 disputato con la maglia azzurra, sembrava giunto il tempo del suo rilancio in ottica nerazzurra ma il giocatore fu ceduto ai tedeschi del Werder Brema: «Innanzitutto è stata la squadra che mi ha cercato subito appena terminato l’Europeo. Poi vanta una storia importante, ha vinto campionati e coppe nazionali. A mio avviso la Bundesliga è il campionato migliore assieme alla Premier League. Era un’opportunità che non potevo rifiutare, sapevo che altrimenti me ne sarei pentito. Quindi ho accettato subito senza pensarci due volte. In più la cultura olandese e quella tedesca e simile, quindi sapevo già a quello che andavo incontro».
IL CALCIO ITALIANO E TEDESCO- Caldirola ha parlato inoltre delle differenze tra il calcio italiano e quello tedesco: «Sono modi di vedere il calcio un po’ diversi. Secondo me la Bundesliga è più bella da vedere, il calcio è più veloce, più fisico, ci sono risultati più ampi. In Italia invece le partite finiscono spesso 1:0, 2:1 e il calcio è molto più lento e tattico. Personalmente mi sono ambientato subito imparando la lingua e inserendomi nel gruppo. Secondo me è la cosa fondamentale perché se non riesci a comunicare sia in campo che fuori è dura nella vita».
LA NAZIONALE- Caldirola è stato una colonna della nazionale under21, ma ancora non è arrivata una chiamata dalla nazionale maggiore, chiamata però attesa e sperata: «Sono ancora giovane e c’è ancora tempo. Vedo che Conte da tante opportunità a tanti giocatori e quindi perché no? Io ho un anno importante venendo da una seconda parte di stagione in cui non ho giocato a Brema. Per prima cosa penso a fare bene al Darmstadt. Poi se arrivasse una chiamata dalla Nazionale… È la cosa più bella che possa capitare».
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