Massimiliano Nebuloni ha effettuato un’interessante analisi sui nerazzurri alla luce del pareggio di ieri sera contro la Juventus, soffermandosi soprattutto sulle scelte del tecnico e sul futuro di alcuni giocatori
MANCINI – Roberto Mancini ha ieri mostrato una certa insofferenza per le critiche, ritenute eccessive, rivolte alla sua squadra e Massimiliano Nebuloni ha spiegato a Sky Sport le ragioni di questo atteggiamento:
«Con un po’ più di cattiveria ieri si sarebbero potuti portare a casa i 3 punti, se l’Inter non fosse calata fisicamente nel secondo tempo. Mancini, che non firmerebbe mai per un risultato prima della partita, non sarà dispiaciuto per questo pareggio. Alla fine si è mostrato infastidito per lo scetticismo che accompagna la sua Inter, per i pregiudizi e le continue critiche verso la sua squadra. Critiche che vengono sempre rivolete all’Inter e non a squadre messe peggio in classifica e che giocano peggio dei nerazzurri. Il tecnico pensa che una squadra che l’anno scorso è arrivata ottava ed ora è seconda dietro la Fiorentina meriterebbe un trattamento più equo. Certo, lui sa che l’Inter può ancora migliorare e nemmeno Mancini conosce ancora i limiti e dove possa arrivare questa squadra.»
ATTACCO E KONDOGBIA – Nebuloni si è poi soffermato sulla sterilità offensiva dei nerazzurri e sul rendimento di Geoffrey Kondogbia:
«Fino a ora l’Inter ha segnato solo 8 gol: un po’ pochi. La difficoltà nasce dalla manovra della squadra,che ancora non è fluida. Oggi i nerazzurri si affidano alle iniziative dei singoli e meno al gioco corale, come fanno squadre con un regista davanti difesa, tipo Pirlo, che detta gioco e movimento. Quando tutti saranno in forma e avranno una costanza di rendimento, il problema scomparità. Perché per ora ci sono ancora giocatori che hanno reso meno rispetto al loro potenziale, ma quando anche loro entreranno in forma il gioco migliorerà.
Kondogbia lo abbiamo visto a intermittenza. Ci si aspettava molto da lui, ma rischia di portarsi dietro l’etichetta di fenomeno solo per il prezzo. Lui è un giocatore dal grande potenziale, ma non è l’erede di Yaya Tourè, come hanno fatto credere. Può diventare un simil Vieirà, come detto da Mancini, ma non Tourè e questo ha fuorviato le aspettative dei tifosi.»
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