Undici anni fa l’Inter, guidata anche allora da Roberto Mancini, disputò una delle più belle e spettacolari gare europee della sua storia recente. Il Valencia fu travolto nel suo stadio da una prestazione monumentale dei nerazzurri con un Adriano in stato di grazia
Quando si parla di Adriano Leite Ribeiro si entra nel campo di quei giocatori che “potevano essere ma non sono stati”. L’attaccante brasiliano, al quale la natura aveva donato un fisico e una tecnica da potenziale top player mondiale, ha mostrato per pochi anni le sue doti perdendosi presto in una spirale di depressione e di cattive abitudini. Quando si parla di Adriano tornano in mente diversi episodi e uno di questi è la prestazione offerta in un Valencia-Inter di Champions League del quale proprio oggi ricorre l’undicesimo anniversario.
UNA PARTITA PERFETTA- Il 20 ottobre del 2004 l’Inter, che da pochi mesi era passata nelle mani di Roberto Mancini, si presenta al Mestalla di Valencia per la terza giornata della fase a gironi di Champions League. Le prime due partite erano state vinte ma la sfida contro il Valencia, per altro una “classica” europea nei primi anni di questo secolo, si presentava particolarmente difficile: la squadra spagnola, allenata all’epoca da Claudio Ranieri, è sempre una cliente difficile ma quella sera non ebbe scampo, travolta in quella che fu probabilmente la migliore partita mai disputata in Europa dall’Inter di Roberto Mancini. Dopo un primo tempo equilibrato e chiuso sullo 0-0, nella ripresa cominciò lo spettacolo dell’Inter e soprattutto lo spettacolo di Adriano: l’Imperatore divenne letteralmente devastante, irrefrenabile, cominciò a fare a fette la difesa del Valencia con le sue accelerazioni e i suoi dribbling e la sorte del Valencia fu segnata. Aprì le danze Stankovic al 2° minuto, un minuto dopo arrivò il raddoppio firmato da Vieri per un uno-due che stese il Valencia. Aimar riuscì ad accorciare le distanze, ma la difesa del Valencia tremava ad ogni accelerazione di Adriano e nel finale di gara i nerazzurri dilagarono grazie alle reti di Van Der Meyde, dello stesso Adriano che dopo tante occasioni create e fallite riuscì finalmente a trovare la via della rete e del solito Cruz, uno che non poteva mancare di apporre il suo sigillo. La partita finì quindi 5-1 e l’Inter volò verso il primo posto nel girone, mentre Adriano consegnò alla storia una immensa partita che oggi, 11 anni dopo, è di diritto nella galleria del “quello che poteva essere e non è stato”.
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