Matias Antonini, centrocampista della Primavera nerazzurra, ha parlato ai microfoni di Zero Hora Esportes del suo debutto nell’amichevole fra Inter e Milan valevole per il Trofeo Berlusconi.
DEBUTTO – La partita amichevole di ieri pomeriggio è servita a Roberto Mancini per dare l’occasione di giocare a chi lo ha fatto poco fino ad ora e anche di provare i giovani più promettenti della Primavera nerazzurra. Fra questi c’è anche il centrocampista italo-brasiliano Matias Antonini, che dopo il suo debutto nel derby è stato intervistato dal giornalista Leonardo Oliveira di Zero Hora Esportes: «Sono nell’Inter da tre anni e mi sono sempre immaginato come potesse essere. E l’ora è arrivata. Ho giocato 30 minuti contro il Milan mi sento davvero felice per aver giocato in una partita del genere. È stata la prima volta per me a San Siro, perché con la primavera giochiamo al centro tecnico. È tutto di grande livello: lo stadio, l’Inter, il Milan… Ero solito vedere lo stadio dalla tribuna, ma quando l’ho visto da dentro è stato molto più bello. Com’è avvenuta la presentazione ai professionisti? Noi giovani stiamo a Interello, il centro tecnico della squadra a circa 40 minuti da Appiano Gentile. Una macchina del club è venuta a prenderci e ha portato alla Pinetina me e gli altri ragazzi convocati. Siamo arrivati prima di pranzo e ci siamo presentati all’allenatore».
NIENTE PAURA – La pressione del debutto può essere parecchia per un ragazzo giovane, specialmente se durante una partita importante, seppure amichevole, come il derby. Ma questo non sembra essere il caso di Antonini: «Mancini a un certo punto ha chiamato i ragazzi che dovevano entrare e ha chiesto ‘Avete paura? Dovete giocare veloce, a due tocchi’. Io stavo sorridendo e poi ha chiesto anche a me se avessi paura, ma io gli ho risposto che non ne avevo nemmeno un po’. Quando sono entrato in campo però ero un po’ nervoso, ma appena ho toccato il primo pallone mi sono detto ‘Forza, iniziamo a giocare’».
MILAN – Una partita quella di ieri probabilmente più sentita dal Milan che non dall’Inter, testimoniata anche dalle due formazioni messe in campo: da una parte la maggior parte dei titolari, dall’altra un mix fra riserve e giovani. Ecco le parole di Antonini a riguardo: «Il Milan aveva in campo la maggior parte dei titolari, per esempio io ero marcato da Boateng. È stato strano perché ero abituato a vedere questi giocatori solo alla TV o nei videogiochi e all’improvviso erano lì, di fronte a me. Al termine della partita mi sono fermato a parlare con il mio connazionale Rodrigo Ely, abbiamo una storia simile. La foto con la coppa? No, non l’ho fatta. Ho fatto solo quella in campo con la squadra. Ma la medaglia l’ho qui con me».
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