Fredy Guarin è uno degli uomini più discussi dell’Inter. Cambiano gli allenatori, i Presidenti, ma lui è sempre al centro delle polemiche. Questa volta la critica arriva da oltreoceano e non è per nulla morbida. Carlos Valderrama, ex capitano nonché simbolo della Nazionale colombiana, non le manda di certo a dire al numero 13 nerazzurro.
POLEMICA – I recenti impegni della Nazionale colombiana, relativi al girone sudamericano di qualificazione per i Mondiali del 2018, hanno lasciato uno strascico di polemica in Colombia. I ″cafeteros″ sono infatti stati sconfitti dall’Uruguay per 3-0, un risultato che non ha fatto di certo piacere a nessuno ma è in particolare Carlos Valderrama ad alzare i toni della polemica. L’ex centrocampista colombiano, adesso commentatore sportivo, parlando della sconfitta della sua Colombia aveva detto: «È stata una disfatta, si è subita una goleada. Non c’è un leader che parli in mezzo al campo, il capitano dovrebbe farsi sentire». Il capitano era proprio Fredy Guarin che non ha abbozzato alla critica del suo connazionale, rispondendo in maniera piccata: «Credo che in Nazionale siamo tutti leader. Quando le cose vanno bene, questi commentatori come tutte le altre persone non si fanno sentire, perché quando la Colombia vince siamo tutti felici. Quando perde invece no».
NO TIENE HUEVOS – A distanza di una settimana Valderrama torna sulla polemica, muovendo un’altra durissima critica al centrocampista nerazzurro: «Guarin no tiene huevos». Non ci vuole di certo una conoscenza approfondita della lingua spagnola per comprendere quello che dice l’ex bandiera della Colombia. Guarin, attenendosi alle parole dello stravagante Valderrama, non avrebbe gli ″attributi″ giusti per fare il capitano della sua Nazionale. Sarà vero?
CASO CURIOSO – Fredy Guarin è un caso curioso, sì. Messo continuamente in discussione da stampa e tifosi, sia in Italia che in Colombia, spesso protagonista di ipotetiche trattative di mercato che poi si rivelano delle enormi bufale e giocatore dal rendimento a dir poco altalenante. Ma, nonostante tutto, lui è sempre lì in mezzo al campo. Roberto Mancini, il suo attuale allenatore, non rinuncia quasi mai a schierarlo titolare. Lo ha ritenuto imprescindibile per il suo progetto fin dall’inizio, affermando di averlo sempre stimato anche ai tempi del Porto. E, recentemente, lo ha pure difeso a spada tratta nella conferenza pre Sampdoria: «Guarin? È lo stesso giocatore che voi avete esaltato dopo il derby e criticato dopo la partita con la Fiorentina. Fa errori come tutti, ma quello che aveva fatto gol nel derby era un eroe esattamente due settimane fa». Il fatto è che a volte Guarin esagera con qualche errore di troppo, e viene naturale chiedersi come mai il Mancio non lo sostituisca pur avendo qualche buona alternativa in panchina. Ma questa ormai è una vecchia storia.
PRENDERE O LASCIARE – Il colombiano è il classico giocatore anarchico che potenzialmente avrebbe tutto per essere uno dei migliori centrocampisti in circolazione: personalità, corsa, fisicità, tiro (quando non vuole strafare). Ma appunto, essendo anarchico, non può stare rinchiuso all’interno dei paletti tattici che cerca di stabilire l’allenatore. E questo diventa un bene quando Guarin è in giornata, un male quando invece vaga in mezzo al campo senza un’idea precisa. Fredy Guarin può regalarti la vittoria, oppure la dannazione eterna. Dipende da quanta voglia ha di fare bene. Per questo il suo è un curioso caso. Prendere o lasciare?
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