Con l’uno a uno di Palermo l’Inter ottiene il terzo pareggio di fila e rimane ancora a zero successi nel mese di ottobre. Prestazione positiva nel corso del secondo tempo ma rimangono ancora degli evidenti problemi dal punto di vista offensivo, come dimostrano alcuni dei dati seguenti.
ZERO – I tiri in porta effettuati dall’Inter nel corso del primo tempo. I nerazzurri non hanno mai fatto sporcare i guanti a Stefano Sorrentino fino al 51′, limitandosi a un cross di Nagatomo deviato sull’esterno della rete e a una conclusione di Guarín ribattuta da González. Certo, poi il portiere rosanero è diventato il migliore in campo, ma i quarantacinque minuti iniziali sono stati molto negativi e già da Bologna servirà avere un approccio migliore.
DUE – I pareggi di fra Palermo e Inter al Barbera, entrambi per 1-1. Tredici mesi fa segnò Franco Vázquez in avvio, poi pareggiò Mateo Kovačić. L’ultima vittoria interista allo stadio Renzo Barbera è datata 19 settembre 2010, 1-2 con vantaggio rosanero di Josip Iličić e doppietta di Samuel Eto’o, poi è iniziata una striscia negativa tuttora in corso che include anche due vittorie dei padroni di casa nel 2011 e 2013.
QUATTRO – Le espulsioni subite dall’Inter nelle sette partite arbitrate da Daniele Doveri. L’arbitro della sezione di Roma 1 aveva già cacciato Cristian Chivu in Siena-Inter del 2012-2013, Samir Handanović in Torino-Inter del 2013-2014 e Nemanja Vidić sempre in Torino-Inter ma del 2014-2015. Stasera è toccato a Jeison Murillo, ma in realtà il secondo cartellino giallo doveva prenderselo Franco Vázquez per doppia simulazione…
OTTO – Le reti realizzate da Alberto Gilardino in ventisette sfide contro l’Inter. L’attaccante biellese, che stasera ha segnato il suo gol numero 180 in Serie A, ha nei nerazzurri una delle sue vittime preferite, non la prima però perché questo primato spetta all’Udinese, colpita ben quindici volte. Il primo fu il 26 settembre 2004 in una partita giocata al Meazza quando vestiva la maglia del Parma.
DICIANNOVE – I palloni toccati da Mauro Icardi fino alla sostituzione avvenuta al 78′. Adem Ljajić, che ha preso il suo posto, ne ha toccati quindici in altrettanti minuti e perciò, oltre a segnalare che il serbo è entrato nel vivo del gioco pur disputando solo la parte finale e in inferiorità numerica, il centravanti è stato un corpo estraneo alla manovra della squadra, spesso in ritardo nei movimenti e macchinoso nelle giocate. Non è la prima volta che accade in questa stagione e il suo rendimento dovrà migliorare in tempi brevi, altrimenti non è da escludere la possibilità di vederlo una volta in panchina.
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