E tu Inter, ce l’hai l’X-Factor? Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1PQAAiV Viviana Campiti

Inter

Squadra che può lottare per obiettivi concreti (per intenderci, dal terzo posto in su) o semplice candidata per un posto in zona Europa League? Rosa compatta o insieme di individui dotati ognuno di vita propria? E ancora, come direbbe Marzullo, Icardi è il “male” dell’Inter o è l’Inter a essere il “male” di Icardi? Sono tanti gli interrogativi che quotidianamente, tifosi e addetti ai lavori, si pongono riguardo alla squadra nerazzurra. Ma secondo voi, la seconda Inter di Mancini, ce l’ha l’X-Factor?

NEL SEGNO DELLA X – A occhio e croce, guardando gli ultimi tre risultati ottenuti in campionato da Icardi e compagni si potrebbe tranquillamente affermare che l’Inter l’X-Factor ce l’ha. Inteso come segno sulla schedina. Un pareggio a Genova, in casa della Sampdoria dell’ex nerazzurro Zenga. Un altro pari, questa volta a reti inviolate, a San Siro contro la Juventus Campione d’Italia in carica. E, per ultimo, il pareggio in casa del Palermo. Un dato che riporta alla mente di tutti gli interisti la primissima Inter di Mancini, quella della stagione 2004/2005 che chiuse il campionato con il record di ben 18 pareggi. Record che valse al tecnico jesino l’appellativo di “Mister X“.

MARCIA IN PIU’ – Ma l’X-Factor di cui parlo io non è solo quello che indica un risultato finito in parità. Credo che chiunque di voi conosca il popolare programma televisivo di Sky, in cui appunto si va alla ricerca di un talento canoro che possieda il “Fattore X”. Vale a dire una dote innata, una caratteristica speciale, una marcia in più. Ecco, adattando il fine ultimo del programma al nostro discorso cerchiamo di capire se questa Inter possiede o no quel quid in più che potrebbe permetterle di compiere il definitivo salto di qualità.

DIFESA – Il reparto che Roberto Mancini ha rafforzato maggiormente è la difesa. L’allenatore nerazzurro sa benissimo quanto sia importante l’organizzazione e la compattezza difensiva nel campionato italiano, a maggior ragione del fatto che durante la stagione precedente la retroguardia nerazzurra si è dimostrata inaffidabile e spesso incorreggibile. Gli acquisti fondamentali sono stati i due difensori centrali: Miranda e Murillo. Due giocatori con caratteristiche diverse ma che si amalgamano alla perfezione. Il brasiliano ex Atletico Madrid è il faro difensivo. Attento, elegante, ordinato. Una sicurezza come non si vedeva da anni, dovuta alla sua esperienza internazionale. Il colombiano ex Granada è il nuovo che avanza. Un passato nell’Inter Campus all’età di 7 anni, suggerito all’Inter da Ivan Cordoba ma conosciuto pochissimo in Italia. I tifosi hanno avuto modo di osservare le sue qualità durante l’ottima Copa America disputata con la sua Colombia. Fisico possente ma agile, grinta e coraggio da vendere, carattere impetuoso. Questa sua prorompente voglia di fare lo porta a commettere delle piccole ingenuità, cosa del tutto normale per un ragazzo così giovane. Proprio per questo Mancini ha deciso di affiancargli un giocatore esperto come Miranda. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, l’Inter ha una delle miglior difese del campionato e subisce poco. Possiamo dunque affermare che la “doppia M” voluta dal Mancio sembra avere l’X-Factor.

CENTROCAMPO – Il reparto in cui Mancini predilige muscoli e forza fisica. E infatti, non a caso, ha insistito fino all’ultimo giorno di mercato per portare in squadra uno dei sui fedelissimi: Felipe Melo. L’ex Galatasaray fa da schermo davanti alla difesa, garantendo copertura e aiuto nell’intercettare palloni e azioni pericolose. Inoltre il brasiliano è dotato di grande carisma e leadership, caratteristiche che alla squadra nerazzurra servivano come il pane. Altri due elementi imprescindibili per il tecnico interista sono Medel e Guarin. Difficilmente vedremo Mancini rinunciare a questi due uomini. Il cileno è anche un’ottima alternativa in difesa, quando c’è emergenza di uomini. A centrocampo corre per due persone, recupera una quantità innumerevole di palloni e assicura equilibrio alla squadra. Guarin è quello che rispetto agli altri dovrebbe assicurare imprevedibilità negli inserimenti in area e giocate vincenti, oltre alla solita fisicità più volte citata. Infine, il tanto discusso Kondogbia. E’ proprio da lui che ci si aspetta il salto di qualità. Il francese ha finora alternato qualche buona giocata a momenti in cui è sembrato spaesato. L’impressione è che ancora si limiti a svolgere il compitino, senza sforzarsi troppo nel provare a impostare il gioco. Ecco cosa manca al centrocampo dell’Inter, qualcuno che faccia ripartire l’azione e faccia girare palla. Tanta quantità, ma poca qualità. L’X-Factor rimane momentaneamente in sospeso.

ATTACCOQui l’X-Factor c’è, eccome se c’è! Anche se il numero dei gol fatti (nove in altrettante giornate) dice il contrario. Il reparto avanzato dei nerazzurri è un mix di talento cristallino, imprevedibilità, duttilità e fiuto del gol. Jovetic, uno degli ultimi acquisti, è colui che più di tutti può assicurare la giocata personale, l’estro, la classe. Dotato di grande tecnica e visione di gioco, è sicuramente uno dei pupilli del suo allenatore, che da ex fantasista qual era predilige determinate qualità. L’altro neo acquisto Perisic è forse l’ago della bilancia, duttile rapido e utile in fase di ripiegamento. Il croato è esattamente ciò che mancava all’Inter. Autore di due reti (Sampdoria e Palermo), sembra prendere sempre più confidenza con il calcio italiano. Ljajic è il jolly, anche lui imprevedibile e qualitativamente valido come il suo amico montenegrino. Ha trovato ancora poco spazio, ma certamente rimane un’ottima alternativa a partita in corso. Così come il velocissimo Biabiany e il generoso Palacio. Poi c’è lui, il capitano Mauro Icardi. Non vive un momento semplice, ha trovato la porta solo due volte. Troppo poco per uno con il suo fiuto del gol. Perché lui, non dimentichiamolo, è un animale d’area e quando riceve palloni giocabili diventa spesso letale. Se c’è uno che ha la marcia in più è proprio lui. Deve solo giocare più vicino alla porta e ritrovare fiducia, ma sul suo X-Factor ci sono pochi dubbi. Attacco promosso dunque, con una piccola riserva: servono più gol!

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