Intervistato ad Appiano Gentile da “CorriereTV”, Dejan Stankovic ha raccontato la sua esperienza all’Inter ripercorrendo lo Scudetto del 2006 vinto a tavolino e l’emozione per aver vinto la Champions League nel 2010.
A CASA – Per Stankovic l’Inter è casa. Dopo una lunga carriera da giocatore e l’esperienza all’Udinese come vice allenatore, il serbo è tornato all’Inter con un nuovo ruolo: «Sono tornato a casa, dopo il calcio giocato adesso torno con un altro ruolo piacevole, ma importante. Arrivo dalla società per fare collegamento con spogliatoio, giocatori, staff tecnico e stare tutti i giorni qua cercare di trasmettere la mia esperienza».
CAMPIONATO – Stankovic è poi passato a parlare del momento attuale della squadra in campionato, soffermandosi sulle ultime giornate: «Questo pareggio a Palermo non ci voleva, ma va bene. Ora si va a Bologna dove siamo obbligati a vincere. Le grandi partite sono per i grandi giocatori, non dico per me ma in generale. Il derby, la Juve, la Champions League, nelle partite importanti devi essere sul pezzo e non devi mollare niente».
GOL SPETTACOLARI – Stankovic è diventato famoso nella sua carriera per aver segnato diversi gol spettacolari, come quello contro il Genoa o quello contro lo Schalke 04, entrambi da centrocampo. Ecco le sue opinioni a riguardo: «I gol spettacolari ti vengono in un attimo, neanche in un secondo. Ti arriva tutto in quell’attimo. Anche il gol di Florenzi con la Roma è stato fantastico».
CHAMPIONS LEAGUE – Impossibile non ripercorrere anche la fantastica vittoria della Champions League nel 2010, a coronazione di una stagione fantastica e difficilmente ripetibile: «Per noi la Champions vinta era un ultimo treno, eravamo tanti over 30, io piangevo proprio come Materazzi, come Pupi, come Esteban. Adesso ancora mi viene pelle d’oca pensando a quanti in campo avevamo una voglia incredibile di alzare quel trofeo. Con Mourinho anche quando non giocavi eri felice, anche in panchina, eri sempre pronto mentalmente con lui. Mancini? Per me è più di un fratello maggiore, è anche uno zio».
SCUDETTO 2006 – Un titolo meritato secondo il serbo quello a tavolino del 2006, arrivato a seguito di un terzo posto e della penalizzazione di Juventus e Milan dopo lo scandalo Calciopoli: «Titolo a tavolino? I nostri punti erano quelli e significa che erano bastati per vincere il titolo. Noi non abbiamo fatto niente di male, abbiamo semplicemente fatto il nostro campionato. Quello che è successo spero che non succeda più per il calcio italiano».
MIHAJLOVIC E LA GUERRA – Al termine dell’intervista Stankovic ha avuto anche modo di parlare del suo connazionale e amico Sinisa Mihajlovic: «Miha? Sono contento per lui e vedo che anche in difficoltà si vede la sua mano e il suo carattere, i tifosi del Milan sbagliano a offenderlo con gli striscioni».
LA GUERRA – La chiusura dell’intervista è arrivata parlando della guerra in Jugoslavia, una guerra che Stankovic come molti altri giocatori che sono passati per la Serie A purtroppo hanno vissuto: «La guerra è bruttissima, io ero piccolissimo quando c’era la guerra in Jugoslavia. Ricordo anche i bombardamenti nel ’99 quando ero alla Lazio, io e Sinisa abbiamo smesso di giocare e abbiamo pensato ai nostri parenti a casa in quei mesi bruttissimi per noi. È una sintonia normale fra noi slavi, stiamo bene insieme, ci rispettiamo, io ho tantissimi amici macedoni, bosniaci, croati e sloveni. Nell’Inter di adesso Handanovic, Perisic, Ljaijc, JoJo vanno d’accordissimo. Se la Jugoslavia fosse unita ci vorrebbe un CT con le palle quadrate per allenarla».
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