ESPN FC: Inter squadra non completa ma che rimane in alto Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1PRRM8I Riccardo Spignesi

mancini tre

Il popolare sito web americano ESPNFC.com ha dedicato un approfondimento all’Inter, squadra definita ancora incompiuta ma comunque capace di rimanere nelle parti alte della classifica di Serie A soprattutto grazie alla sua difesa.

SOLIDA – “Nel suo significato più puro il termine catenaccio non esiste più. Sono lontani i tempi della Grande Inter degli anni Sessanta di Helenio Herrera, il libero e l’ossessione per la marcatura a uomo adesso sono visti come una forma antiquata di calcio, facilmente definita come pullman parcheggiato. Forse è per questo che la squadra di Roberto Mancini viene definita brutta da vedere: pur non applicando il modello difensivo del verrou, ideato da Karl Rappan, sta comunque continuando a mantenere la porta inviolata. Per la seconda volta di fila i nerazzurri sono rimasti in dieci uomini, ma il terzo gol stagionale di Mauro Icardi ha permesso di ottenere la vetta della classifica per ventiquattro ore. Contro il Bologna la porta è rimasta inviolata per la sesta volta in dieci partite e i gol subiti fin qui sono soltanto sette, miglior difesa della Serie A”.

ATTACCO – “Il focus principale sull’Inter di quest’anno riguarda il basso numero di gol realizzati, soltanto dieci (uno a partita). Questo non va ignorato ma allo stesso tempo non deve distrarre dal fatto che una squadra che lotta il titolo deve essere costruita bene a partire da dietro, come testimoniano due delle migliori ere della storia interista, quella già citata di Herrera e quella di José Mourinho. Le squadre di Roberto Mancini hanno sempre avuto questa funzionalità, fra Fiorentina, Inter e Manchester City. Con João Miranda, Jeison Murillo, Juan Jesus, Davide Santon e Alex Telles la difesa si è dimostrata solida e professionale. Può sembrare molto simile all’Arsenal di George Graham più che alla grande difesa di Herrera, ma ci sono delle similitudini: la prima è che l’attacco risulta secondario, la seconda è la filosofia offensiva che come con HH dipende molto dalle ali. L’ala destra, o tornante (com’era il brasiliano Jair all’epoca), partiva alta per andare in profondità mentre Giacinto Facchetti risultava spesso fondamentale per i gol. Questo non può essere riprodotto ora perché sennò l’equilibrio della squadra ne risentirebbe a causa del ritmo della gara, però fa capire perché Mancini preferisca giocatori come Marcelo Brozović larghi e come Ivan Perišić in posizione di trequartista”.

COMPATTEZZA – “Mancini sa che ha comprato nove nuovi giocatori e non è facile inserirli in un sistema ben definito. Herrera una volta disse che quando uno ha diversi giocatori nuovi deve guardarli continuamente in allenamento, e solo dopo aver capito il loro gioco può essere definita la tattica. Questo è ciò che l’attuale allenatore dell’Inter sta facendo e, nonostante sia ancora cercando di capire come assistere al meglio Mauro Icardi, la squadra è nelle zone alte della classifica: basterà un po’ più di collaborazione in avanti per ottenere i frutti sperati. Il vero test per i nerazzurri sarà la sfida di sabato sera contro la Roma, solo lì sarà possibile verificare se questa difesa è un positivo incidente oppure una moderna versione del catenaccio. Per far sì che le tattiche di Mancini funzionino l’Inter deve pensare e giocare velocemente, e non è una coincidenza che dopo la vittoria col Bologna la parola ritmo sia stata usata più volte”.

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