Il popolare sito web americano ESPNFC.com ha dedicato un approfondimento all’Inter, squadra definita ancora incompiuta ma comunque capace di rimanere nelle parti alte della classifica di Serie A soprattutto grazie alla sua difesa.
SOLIDA – “Nel suo significato più puro il termine catenaccio non esiste più. Sono lontani i tempi della Grande Inter degli anni Sessanta di Helenio Herrera, il libero e l’ossessione per la marcatura a uomo adesso sono visti come una forma antiquata di calcio, facilmente definita come pullman parcheggiato. Forse è per questo che la squadra di Roberto Mancini viene definita brutta da vedere: pur non applicando il modello difensivo del verrou, ideato da Karl Rappan, sta comunque continuando a mantenere la porta inviolata. Per la seconda volta di fila i nerazzurri sono rimasti in dieci uomini, ma il terzo gol stagionale di Mauro Icardi ha permesso di ottenere la vetta della classifica per ventiquattro ore. Contro il Bologna la porta è rimasta inviolata per la sesta volta in dieci partite e i gol subiti fin qui sono soltanto sette, miglior difesa della Serie A”.
ATTACCO – “Il focus principale sull’Inter di quest’anno riguarda il basso numero di gol realizzati, soltanto dieci (uno a partita). Questo non va ignorato ma allo stesso tempo non deve distrarre dal fatto che una squadra che lotta il titolo deve essere costruita bene a partire da dietro, come testimoniano due delle migliori ere della storia interista, quella già citata di Herrera e quella di José Mourinho. Le squadre di Roberto Mancini hanno sempre avuto questa funzionalità, fra Fiorentina, Inter e Manchester City. Con João Miranda, Jeison Murillo, Juan Jesus, Davide Santon e Alex Telles la difesa si è dimostrata solida e professionale. Può sembrare molto simile all’Arsenal di George Graham più che alla grande difesa di Herrera, ma ci sono delle similitudini: la prima è che l’attacco risulta secondario, la seconda è la filosofia offensiva che come con HH dipende molto dalle ali. L’ala destra, o tornante (com’era il brasiliano Jair all’epoca), partiva alta per andare in profondità mentre Giacinto Facchetti risultava spesso fondamentale per i gol. Questo non può essere riprodotto ora perché sennò l’equilibrio della squadra ne risentirebbe a causa del ritmo della gara, però fa capire perché Mancini preferisca giocatori come Marcelo Brozović larghi e come Ivan Perišić in posizione di trequartista”.
COMPATTEZZA – “Mancini sa che ha comprato nove nuovi giocatori e non è facile inserirli in un sistema ben definito. Herrera una volta disse che quando uno ha diversi giocatori nuovi deve guardarli continuamente in allenamento, e solo dopo aver capito il loro gioco può essere definita la tattica. Questo è ciò che l’attuale allenatore dell’Inter sta facendo e, nonostante sia ancora cercando di capire come assistere al meglio Mauro Icardi, la squadra è nelle zone alte della classifica: basterà un po’ più di collaborazione in avanti per ottenere i frutti sperati. Il vero test per i nerazzurri sarà la sfida di sabato sera contro la Roma, solo lì sarà possibile verificare se questa difesa è un positivo incidente oppure una moderna versione del catenaccio. Per far sì che le tattiche di Mancini funzionino l’Inter deve pensare e giocare velocemente, e non è una coincidenza che dopo la vittoria col Bologna la parola ritmo sia stata usata più volte”.
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