Danilo D’Ambrosio questa sera ha collezionato la sua prima presenza da titolare in campionato e ha fornito una buona prova soprattutto nel primo tempo con un salvataggio su conclusione a botta sicura di Edin Džeko. Nell’intervista su Inter Channel gli è stato proprio chiesto del suo grande intervento oltre che di come si sentiva a non giocare in questo inizio di stagione.
ALLENAMENTO – «Io mi alleno sempre con la convinzione di poter giocare, perché so che alla fine l’occasione capita e perdi tutto quello che hai fatto. Stasera non era semplice perché affrontavamo una squadra molto forte e veloce soprattutto davanti, però come ho detto prima il lavoro alla fine paga ed è normale che bisogna mettere anche un pizzico di fortuna che aiuta sempre, questa sera c’è stato sia lavoro sia fortuna».
RENDIMENTO – «Dirò una cosa contro i difensori e quindi anche contro me stesso: se siamo la miglior difesa è anche perché i nostri attaccanti corrono e ci danno una grande mano, gli esterni offensivi oggi hanno fatto una fase difensiva straordinaria e quindi il merito è di tutta la squadra. È molto più difficile andare via uno contro uno che due contro uno».
VITTORIE – «Come ho detto a inizio campionato le vittorie aiutano a vincere. È vero che a inizio campionato abbiamo fatto qualche punto in più rispetto a quello che potevamo fare, però l’anno scorso ne avevamo fatto qualcuno in meno quindi la ruota gira e quest’anno sta girando. Vincere aiuta ad allenarti meglio e col sorriso, noi questo sorriso vogliamo continuare a tenerlo».
PROSSIMO AVVERSARIO – «Io conosco l’allenatore e la mentalità che inculca ai propri giocatori, è una mentalità che una volta finita la partita si pensa alla prossima per vincere, perché il Torino ha un gioco particolare, studiato, tattico e quest’anno molto tecnico perché ci sono dei centrocampisti a mio avviso molto forti negli inserimenti. L’allenatore Giampiero Ventura è sicuramente bravo e ci vorrà mettere in difficoltà, noi dovremo essere pronti perché non sarà facile».
SALVATAGGIO – «So che quando calciano da fuori area bisogna coprire la respinta del portiere, avevo già visto prima che c’era Edin Džeko e sono andato a coprire la respinta del portiere. Anche se avessi giocato male, e ci poteva stare, avrei dato sicuramente la colpa a me stesso, non avrei cercato nessun alibi e avrei fatto mea culpa, perché comunque alla fine si va in campo e uno può giocare bene o male tutte le partite, è relativo perché conta quello che fai durante l’allenamento. Ho percepito di giocare stamattina anche con i collaboratori e poi l’ho saputo alle 19».
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