Fassone e il mercato: “Volevamo tenere Kovacic, ma…” Leggi la notizia completa qui: http:/ /ift.tt/1NN2kCD Alessandro Cocco

Fassone

Continua la lunga intervista all’ex Direttore Generale dell’Inter. In questa parte Fassone ha parlato del rinnovo di Mazzarri, del suo rapporto con Roberto Mancini e della trattativa che ha portato a Milano Geoffrey Kondogbia, strappato al Milan proprio grazie alla regia di Fassone e Mancini

Nella lunga intervista in esclusiva che Marco Fassone ha concesso a Sportitalia si è parlato anche del rinnovo del contratto di Walter Mazzarri, una decisione che secondo le indiscrezioni ha causato il licenziamento di Fassone, il quale però respinge tali responsabilità ribadendo che si è trattata di una scelta condivisa all’interno della società: “Noi prendiamo tutte le decisioni assieme, anche la decisione di rinnovare il contratto di Mazzarri venne presa confrontandoci tra di noi ritenendo fosse la decisione giusta. Mazzarri può piacere o no, ma è sempre stato molto chiaro dal punto di vista contrattuale. Lui non rimane a scadenza, vuole avere un anno di paracadute, lo disse anche a Moratti e alla fine del primo anno volle sapere se aveva ancora la fiducia della società. Quando un allenatore ha questa filosofia o prolunghi o lo esoneri, dopo il finale di una stagione difficile finita col quinto posto, che era l’obiettivo societario, ritenevamo che le cose sarebbero andate meglio nel 2014/15 con un profondo rinnovamento visti i tanti giocatori che andavano in scadenza. Purtroppo le cose sono andate come sappiamo e c’è il rammarico di aver dovuto cambiare allenatore perdendo un anno, perché Mancini ha usato i primi sei mesi per riavviare la situazione”.

IL RAPPORTO CON MANCINI- In studio si insinua che Roberto Mancini abbia fatto da “regia” del suo siluramento, ma Fassone nega con forza tale ipotesi ribadendo di avere un ottimo rapporto personale con l’attuale tecnico nerazzurro: “Io con Roberto Mancini ho un ottimo rapporto, ho la presunzione di credere che sia tornato a Milano anche perché c’eravamo io e Ausilio e con noi si era creato un team molto unito con rispetto reciproco dei ruoli e con una società che fa da collante. La sera che mi hanno comunicato l’addio l’ho trovato molto dispiaciuto, sorpreso e amareggiato, non credo che abbia influito sulla scelta e credo che se avesse potuto decidere lui le cose sarebbero rimaste come erano”.

LA TRATTATIVA KONDOGBIA- Fassone, Ausilio e Mancini sono stati i registi dell’operazione Kondogbia, strappato al Milan grazie all’intervento deciso di Roberto Mancini: “E’ stata una delle trattative più mediatiche e quindi si sanno molte cose. Noi potevamo offrire meno del Milan, ma il fatto che Mancini abbia potuto parlare con Kondogbia è stato determinante. Il giocatore ha accettato di venire nonostante uno stipendio più basso e a quel punto è stato più facile lavorare col Monaco. E’ stato più caro di quanto pensavamo di pagare, quando si scatena un’asta è così. Le cifre? I numeri sono blindati, ma quello che è stato scritto dai giornali è abbastanza vicino alla realtà”.

TOURE’ E’ STATO VICINO- Un altro nome caldo del mercato interista è stato quello di Yaya Touré, Fassone ha svelato che il centrocampista del Manchester City è stato veramente vicino ai nerazzurri, ma le richieste economiche del club inglese erano troppo alte: “Vicino vicino direi di no, ma c’è stato un momento in cui il giocatore sembrava veramente convinto del nostro progetto, ma il City ha sempre avuto pretese economiche fuori dalla nostra portata”.

LA CESSIONE KOVACIC- Fassone è tornato sulla cessione di Mateo Kovacic, una cessione che non era voluta, ma è stata obbligata da questioni economiche: “Mateo è uno dei giocatori più forti e di talento che ci siano, almeno in prospettiva. Moratti fu molto bravo a prenderlo spendendo una cifra intelligente, ma questa estate ci siamo trovati a dover fare delle scelte. Per poter acquisire i giocatori richiesti dall’allenatore abbiamo dovuto individuare quei nomi da sacrificare, Mateo era uno dei giocatori che avremmo voluto tenere, ma quando in agosto non erano arrivate offerte per altri giocatori sacrificabili abbiamo trovato l’accordo col Real Madrid in due giorni. Dal punto di vista economico è stata una buona operazione”.

IL RITORNO DI MANCINI- Fassone ha poi parlato del retroscena dietro il ritorno di Roberto Mancini: “Nel momento in cui io e Bolingbroke abbiamo fatto il nome di Mancini sono sicuro che Thohir ne ha parlato con Moratti per ottenere il suo consenso”.

L’ADDIO DI SHAQIRI- Infine Marco Fassone ha parlato anche di cosa è successo con Xherdan Shaqiri: “Shaqiri era un giocatore che sembrava funzionale al gioco di Mancini. Dopo alcuni mesi ci siamo accorti che forse non era quello il giocatore ideale per Mancini e quest’estate era uno dei giocatori nella lista dei sacrificabili, ha avuto tante possibilità, ma il giocatore ha voluto guardare tante opzioni e alla fine ha scelto quella che riteneva migliore”.

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