L’ex direttore generale dell’Inter ha parlato del suo addio all’Inter, del suo passato professionale e personale, tornando su alcune questioni come le polemiche sui conti dell’Inter, la necessità di tornare in Champions, il nuovo stadio dell’Inter, la sua fede juventina e il mancato scambio Vucinic-Guarin
L’ex direttore generale dell’Inter Marco Fassone è stato intervistato in esclusiva da Sportitalia tornando su tantissimi argomenti. Si comincia sul perché sia finito il suo rapporto con l’Inter: “E’una domanda da rivolgere a Thohir che ha già risposto su alcune cose, ci sono rimasto male, ma come tutte le storie che finiscono è inutile restare a scavare. Credo che il dualismo che si era generato con l’amministratore delegato Bolingbroke abbia influito, Thohir ritiene che debba esserci una sola figura di riferimento e ha fatto la sua scelta dando la preferenza alla persona scelta da lui”.
I CONTI SONO IN ORDINE- Fassone ha smentito le voci che vorrebbero un’Inter in seria crisi economica nel caso dovesse fallire l’accesso alla prossima Champions League: “Ho letto anche io considerazioni di questo tipo, ma sono azzardate. L’Inter ha bisogno di rientrare rapidamente in Champions, non è solo una questione di prestigio ma anche economica, gli investimenti fatti in questa stagione sono funzionali al ritorno in Champions. Se non dovesse succedere l’Inter ha comunque una rosa importante e ha le modalità per recuperare gli investimenti, non ci sono rischi dal punto di vista finanziario, ma il ritorno in Champions è comunque obbligato”.
IL NUOVO STADIO- Secondo alcune indiscrezioni, Fassone è stato licenziato per non aver realizzato nulla sul nuovo stadio, un’ipotesi che lo stesso Fassone respinge con fermezza: “Non corrisponde alla realtà, io credo che quando Moratti mi ha chiesto di dargli una mano nel 2012 non mi abbia preso per lo stadio nuovo. Non penso che lui fosse un grande fautore dello stadio nuovo, ma io credo che questa sia priorità del presidente Thohir: i club italiani devono dotarsi di uno stadio per sfruttare le opportunità finanziarie che offre il calcio, mi sarebbe piaciuto restare all’Inter per lavorare su questa faccenda dello stadio”.
IL TIFO PER LA JUVE- Fassone è stato oggetto di numerose critiche dai tifosi per la sua presunta fede juventina e per una maglietta offensiva nei confronti dell’Inter mostrata ai tempi in cui era dirigente della Juventus. L’ex DG interista ha confermato di aver tifato Juventus da bambino, ma ha chiesto scusa per la maglietta: “In questo momento tifo Inter, ma nella mia storia si sono accavvallate tante cose. Io ho fatto l’arbitro e quando fai l’arbitro perdi questa sensibilità del tifoso, poi sono stato a Torino, poi a Napoli, poi all’Inter. Da bambino però tifavo Juventus. La maglietta è stata un’ingenuità, nei club capita quasi sempre che ti mettano in mano una sciarpa o una maglietta e fai molta fatica a non esporla. Certamente l’ho esposta senza pensarci e ho fatto un’errore, perché sicuramente avrei fatto risentire qualcuno. Si commettono queste leggerezze e ho chiesto scusa”.
LO SCAMBIO VUCINIC-GUARIN- Era appena iniziata l’era Thohir quando Inter e Juventus furono protagoniste di un intrigo di mercato, con lo scambio tra Vucinic e Guarin che saltò quando tutto sembrava fatto. Fassone ha spiegato i retroscena di quella trattativa: “Saltò perché non c’era la convinzione dei due azionisti, era una situazione confusa, il primo mercato di Thohir, non c’era la convinzione di andare avanti e a un certo punto saltò la trattativa”.
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