Intervistato dai microfoni della “Gazzetta dello Sport” prima della diretta negli studi di Gazzetta TV come ospite, Stefano Tacconi, ex portiere in particolare della Juventus, commenta la situazioni degli estremi difensori in Italia, tra cui quella della “sua” Inter
PASSATO NERAZZURRO – «A sedici anni io ero nelle giovanili dell’Inter. Ma erano altri tempi, e per noi giovani non c’era tutto questo spazio. Forse oggi è anche più facile emergere presto, è tutto più morbido: all’epoca c’erano i mostri sacri e, quando si lanciava qualche ragazzo, poi c’erano sempre i senatori nello spogliatoio pronti a puntarti il dito contro anche alla minima incertezza. Era un altro calcio. Oggi puoi avere presto una maglia da titolare in Serie A, anche se poi il rischio è di bruciarsi altrettanto presto come, per esempio, è accaduto a Scuffet. Che sembrava un predestinato».
VOTI AI PORTIERI, HANDA SUL PODIO – «Il numero uno è Buffon, ovvio: voto 9. Dietro di lui Handanovic e Reina 8, alla pari, sullo stesso livello. E un 8 lo do anche a Donnarumma. Poi 7,5 a Szczesny, 7 a Viviano e 6,5 a Marchetti. Ho dimenticato Perin, vero, ma uno con quei capelli e che somiglia così tanto a Zenga mi sta veramente sul … (ride, ndr). Battute a parte, è molto bravo ed è tornato anche molto bene dopo l’infortunio. Higuain non lo dimenticherà tanto facilmente… Merita un 7».
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