Sandro Mazzola, leggenda interista e della nazionale, ha fatto una lunga chiacchierata con il “Corriere dello Sport” trattando vari temi: i suoi esordi, Helenio Herrera, Rivera e quei caffè presi prima di scendere in campo
ESORDI – «A 14 anni firmai il mio primo cartellino con scritto “interista a vita”. Così è stato nonostante Boniperti volesse portarmi alla Juventus insieme all’avvocato Agnelli. Ringraziai ma rifiutai».
HH – Il suo rapporto con Helenio Herrera? Ecco come lo descrive Mazzola: «Ci diceva che lui doveva allenare prima la nostra testa e poi le nostre gambe. Ci faceva faticare da pazzi compreso il lunedì. Durante i ritiri lui, non il medico, faceva la dieta e il giorno della partita ci faceva mangiare, al mattino, un filetto al sangue».
CAFFE’ – Suo fratello, Ferruccio, aveva denunciato l’esistenza di doping anche allora. Mazzola risponde a tal proposito: «Le cose sono vere. Io cominciai ad un certo punto ad avere, in campo, dei fortissimi giramenti di testa. Il medico, viste le analisi, mi disse che avrei dovuto fermarmi per un po’ di tempo ma Herrera non ne voleva sapere. Da dove arrivavano quei valori sballati? Non lo so ma so che prima della partita ci davano sempre un caffè. Non so proprio cosa contenesse, forse simpamina. Sicuramente qualcosa non andava!».
RIVERA – «La verità è che io e Rivera non potevamo farci vedere insieme. Avevamo un buon rapporto ma in segreto. Quando fondammo il sindacato giocatori eravamo tra i più attivi. La verità è che non potevamo essere amici ma lo avremmo voluto», conclude Mazzola.
Contenuto generato e fornito da Inter-News – Notizie Inter aggiornate 7 giorni su 7
Leggi la notizia completa qui: Inter-News http://ift.tt/1LXQ6GE
via IFTTT http://ift.tt/1JsFTQm #inter #interclubpavia #internews
