Murillo, Miranda, Melo e Kondogbia: questa la differenza fra l’Inter di ieri e quella di un anno fa. Stesso portiere, difesa a tre con Juan Jesus, D’Ambrosio e Nagatomo esterni nel centrocampo a 5 con Medel in “regia” ed a chiudere Palacio-Icardi in attacco. Squadra senza fantasia, poche occasioni create e subite: è l’Inter di Ma…zzarri.
EPPUR SI VINCE – L’Inter andata in scena ieri è l’ennesima versione dei nerazzurri di quest’anno, con veste tattica ed interpreti differenti, ma eguale risultato. Settimo successo per 1-0, il terzo di fila: complice un Torino arrendevole si è visto un baricentro più alto, un pressing a tutto campo e meno occasioni concesse, nel primo tempo però. Poi, ancora una volta San Samir ci mette più di due pezze e salva Mancini, O Mazzarri? Perché chi non avesse letto il nome del tecnico in panchina e fosse stato in coma negli ultimi 12 mesi, non avrebbe avuto dubbi che quella di ieri a pranzo fosse ancora l’Inter dell’allenatore toscano. La grande difesa è quella che concede poco, ma la fortuna e i miracoli di Handanovic nascondono le pecche di quello che il maggior motivo di celebrazione di questa Inter: i numeri del pacchetto arretrato.
L’Inter però vince, è prima ed in panchina ha Ma..ncini: ora va bene così…
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