Stankovic: “L’Inter nella storia grazie al Triplete. Mihajlovic…” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1Y0aw7m Crescenzo Greco

Stankovic

Dejan Stankovic è una delle bandiere e dei simboli dell’Inter del Triplete. L’ex centrocampista nerazzurro da questa stagione è il club manager dell’Inter e oggi ha rilasciato un’intervista sulla sua vita calcistica e privata a BN Televizija. Ecco le sue parole

CAMBIAMENTI – «Sono passati quindici anni, ma io sono sempre Deki. Ci sono stati dei cambiamenti, ma solo positivi. Grazie alla mia famiglia sono rimasto sempre lo stesso, lo ripeto ogni volta; probabilmente perché mi sono sposato giovane e poi sono subito diventato padre. Io e le mie vittorie siamo andati avanti insieme con la mia famiglia. Sono contento che i miei figli mi abbiano visto giocare»

FIGLI – «Mio figlio medio Philip, che ha 13 anni, è portiere nei giovanissimi dell’Inter. Naturalmente non sono stato io a spingerlo e non so a che livello possa arrivare. Stefan, il più grande gioca nell’Accademia dell’Inter, e poi c’è Aleksandar di 10 anni. Stefan sta entrando in competizione. I classe 2000 sono i più talentuosi dalla generazione di Balotelli. Sarà dura per lui, ma gli ho già detto che bisogna misurarsi con i migliori».

NAZIONALE – «Mi è sempre stato chiesto perché con la Nazionale le mie prestazioni non fossero al livello di quelle con l’Inter. Io mi sono sempre sacrificato per la squadra e spesso, anche dopo un’ottima presazione, leggevo delle critiche eccessive. Nonostante questo ho sempre risposto presente alla convocazione della Nazionale, perché è il più grande onore per ogni atleta».

MIHAJLOVIC – «Ho battezzato io suo figlio Dusan: è stato un grande onore per me. Mio figlio Philip lo scorso anno ha fatto da raccattapalle quando io ero in panchina a Udine. È stato fantastico. Anche io quando ero più giovane ho fatto da raccattapalle quando Mihajlovic giocava nella Stella Rossa. Credo che il calcio sia una cosa e la vita privata un’altra; gli voglio bene perché ha fatto tanto per me. Sarà sempre parte della famiglia, Tre anni fa, prima di una partita contro la Croazia, gli dissi che avrebbe allenato una grande squadra: così è stato. Non soffre la pressione perché ha gli attributi Per 180 minuti l’anno siamo nemici, per il resto del tempo siamo amici elo saremo per sempre».

DIRIGENTE – «Sono soddisfatto della mia carriera da quando ho smesso di giocare. Ho lavorato con Stramaccioni a Udine e ora a 37 anni sono tornato all’Inter come dirigente. Provo sempre a dare il massimo, mi concentro sul lavoro e non ho paura delle responsabilità».

INTER – «Quando sono andato via dalla Lazio ho scelto l’Inter perché Mancini mi ha consigliato di venire a Milano per fare la storia, mentre andando alla Juventus sarei rimasto solo uno dei tanti. Abbiamo avuto dei problemi all’inizio, ma poi abbiamo iniziato un ciclo di vittorie. Il Triplete? Coronamento di un sogno. Il club è entrato nella storia del calcio».

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