Il noto giornalista Vittorio Feltri ha parlato dell’Inter nel corso di un suo editoriale pubblicato per “Tuttosport”; l’ex direttore di “Libero” e de “Il Giornale” è convinto che la squadra allenata da Roberto Mancini abbia tutte le carte in regola per vincere il campionato grazie al suo gioco terribilmente pratico.
GIOCO REDDITIZIO – «Se si esclude la batosta subita a San Siro ad opera della Fiorentina, l’Inter prosegue a vendemmiare punti, dando l’impressione che il suo gioco modesto non sia soltanto redditizio, ma in grado di diventare un modello da imitarsi. Ciò non è esaltante sotto il profilo dello spettacolo, ma in un campionato come quello italiano, dove conta soltanto vincere a costo di irritare gli esteti, minaccia di fare scuola. D’altronde è difficile criticare una squadra prima in classifica (a pari merito con la Fiorentina) nonostante la stitichezza del suo attacco: solamente 12 gol segnati, con la media di uno a partita. E bisogna considerare che la sterilità delle punte è compensata dall’impenetrabilità della difesa che ha subito la miseria di sette reti, quattro delle quali in un solo incontro, il match con i viola, nella circostanza irresistibili. Insomma viene voglia di dire, alla luce dei numeri, crudeli e sinceri, che non valga la pena di ingaggiare giocatori di classe capaci di incantare le folle; conviene assicurarsi l’apporto muscolare di atleti inclini al sacrificio, a correre e a usare le maniere forti. Scrivere certe cose suscita un po’ di amarezza, tuttavia riflettono la realtà, e la realtà va accettata».
SCELTE VINCENTI – «C’è solo una speranza. Che, con l’andare del tempo, i nerazzurri trovino il modo non solo di battere gli avversari, ma anche di deliziare i tifosi dal palato fino. In verità, temo che la massa degli ultras sia contenta così, ritenendo che la soddisfazione maggiore non derivi dalla qualità delle manovre, bensì dalla posizione di vertice in graduatoria. Quando, nel torneo 2014-15 arrivò Roberto Mancini in sostituzione di Walter Mazzarri l’Inter continuò per lunga pezza a giocare maluccio, senza riuscire a migliorare le prestazioni. Segno che l’allenatore trombato non aveva responsabilità. Probabilmente la rosa su cui poteva contare non era all’altezza delle ambizioni della società. Tanto è vero che nella scorsa estate l’équipe è stata completamente rivoluzionata, acquisendo nuovi calciatori, tutti stranieri, tutti robusti e instancabili, scelti apposta per costruire una formazione da battaglia. I risultati ottenuti fin qui dimostrano che il progetto e la sua realizzazione sono stati azzeccati».
RIUSCIRA’ A REGGERE? – «Si tratta solo di vedere se l’Inter, reggendosi quasi esclusivamente sulla potenza, sarà capace di durare sino al termine della massima competizione calcistica nazionale. Mi auguro di sì, ma non ne sono persuaso. Difficile che un equilibrio precario quanto quello conferito alla squadra da Mancini, resista per mesi e mesi: sarebbe la prima volta nella storia che un club conquisti lo scudetto segnando un gol solamente ogni 90 minuti. Anche perché le avversarie attrezzate a fare di più non mancano: la stessa Fiorentina, il Napoli e la Roma, e sorvoliamo sul Sassuolo da sempre giudicato una comparsa, quando, invece, occupa stabilmente la scena. Non prenderei sottogamba la Juventus. La quale ha molti difetti che, però, non le impediscono di tirare su il capino e di guadagnare qualche punto idoneo a reinserirsi nel gruppo di testa. Non rimane che attendere».
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