Ai microfoni di Inter Nos, trasmissione in onda ogni settimana su Inter Channel, Jonathan Biabiany ha parlato del rapporto con Roberto Mancini, ma anche del suo ruolo in squadra e del gruppo nerazzurro. Ecco le speranze anche dal punto di vista dei risultati dell’ex Parma
TROFEI E INTER – «Scudetto e Coppa Italia? Ci spero. Per me sarebbe il massimo vincere due trofei dopo un lungo infortunio. Giocare di più? Lo deciderà il mister, è lui che deve scegliere la squadra migliore e i giocatori da mandare in campo. Avendo solo il campionato la rosa è ampia, ci sono tanti giocatori e il mister deve essere bravo a gestire i ragazzi e gli impegni. Noi dobbiamo essere bravi a farci trovare pronti. L’Inter? Per me è una famiglia».
FAMIGLIA E ESULTANZA – «La mia famiglia è molto importante per me, soprattutto mia moglie che è riuscita a tenermi su anche durante l’infortunio. Ho bisogno della sua presenza nei momenti difficili. L’ho conosciuta a Modena. Esultanza? Ci ho pensato, ma quando accadrà sarò spontaneo».
GRUPPO E RUOLO IN SQUADRA – «Gruppo? Molto allegro e molto unito. Sembra di conoscersi da tanto tempo, è un punto di forza. Solo essendo uniti si possono raggiungere determinati obiettivi. Un ruolo importante in squadra? Sono tornato in campo prima del previsto, era previsto il rientro a novembre. Il mister credeva molto in me, mi ha fatto molto piacere e ho sempre cercato di farmi trovare pronto. Sapere questo per me è stato molto importante. Il mister può utilizzarmi in più ruoli. Posso fare l’esterno nel 4-3-3 o 4-2-3-1, so giocare da seconda punta, so giocare da ala nel 3-5-2, ma so fare anche il terzino».
IL RAPPORTO CON I COMPAGNI – «Sul campo sto bene con tutti, non ho preferenze. Fuori dal campo magari si esce di più con qualcuno e meno con altri. Spesso esco con Santon, Medel, Montoya, Manaj. Quando siamo tra di noi in ritiro giochiamo a poker e loro chiedono sempre latte macchiato. Di solito va a prenderlo Manaj, è il più giovane. Montoya dice che sono scarso a giocare a poker».
L’INTER DI BENITEZ – «Nella prima Inter ero ragazzino, era una delle squadre più forti. Era un sogno per me allenarmi con certi campioni. Questa Inter cerca di riconquistare la vetta del campionato, di ripartire dopo qualche anno. Ci sono molti giovani bravi, anche altri giocatori di esperienza. Sono consapevole delle mie qualità e cercherò di dare una mano».
IL RAPPORTO CON MANCINI – «L’ho avuto qui da giovane, ho esordito con lui in prima squadra e mi vedeva bene nel gruppo. Quest’estate mi ha rivoluto dopo un anno di stop e sarà sempre nel mio cuore. Mi ha dato fiducia un tempo e me l’ha ridata anche ora».
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