Intervista esclusiva a “Tuttosport” per il grande Riccardo Ferri, protagonista di centinaia di battaglie con la maglia nerazzurra. Fra gli uomini chiave di quell’Inter dei record con Trapattoni, stagione 1988-89: ripercorre similitudini e differenze con l’attuale compagine di Mancini.
FERRI, MANCINI COME IL TRAP – Ecco le parole dell’ex stopper nerazzurro: “Non mi fanno impazzire le analogie tra squadre appartenenti a momenti calcistici diversi. Però è innegabile individuare qualcosa di simile. Mi sembra che Mancini si stia in un certo senso violentando per adattare la squadra agli avversari. Per questo motivo cambia spesso sistema di gioco e interpreti a seconda dell’assetto di chi ha di fronte“.
Una capacità di adattamento che senza dubbio apparteneva anche al Trap: “Intendiamoci, parlando di “adattamento” non intendo dire che un allenatore rinuncia a giocare. Ma che ragiona in base all’avversario di turno. In questo senso anche noi nel 1988-89 ci comportavamo nella stessa maniera. Di fronte avevamo fuoriclasse con una tecnica sopraffina come Maradona, Careca, Gullit e Van Basten. Ogni squadra aveva campioni molto abili nello stretto. Allora cercavamo di abbassarci restando compatti in modo da togliere spazio alle loro giocate e ripartire rapidissimi”.
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