Era capitato ad Andrea Ranocchia, ora sta capitando a Mauro Icardi. La fascia di capitano all’Inter sembra pesare davvero come un macigno. Sarà che ereditare il ruolo che per ben quindici anni è stato di Javier Zanetti non è sicuramente un gioco da ragazzi, sarà che il bomber argentino non vive un momento particolarmente felice. Fatto sta che da quando è diventato capitano il numero nove nerazzurro si trova spesso al centro delle polemiche, alcune giustificate altre molto meno
POCO COINVOLTO O POCO PARTECIPE? – L’eterno dilemma che riguarda Mauro Icardi è sempre e solo uno: poco servito dai compagni o poco partecipe alla manovra? Partiamo dal presupposto che il bomber di Rosario è un tipico centravanti d’area, con un elevato fiuto del gol e una capacità realizzativa notevole. Per cui potrebbero bastargli anche poche occasioni da rete per essere letale e decisivo. E infatti lo è stato spesso durante la scorsa stagione, chiusa con la palma di miglior cannoniere della Serie A con 22 centri. Dopo dodici giornate di campionato Icardi aveva già messo a segno 7 reti in campionato (più 4 in Europa League). Attualmente, dopo lo stesso numero di giornate, il capitano nerazzurro è andato a segno solo tre volte. Tutti si aspettano molto di più da quello che viene considerato uno dei giovani attaccanti più promettenti del moderno panorama calcistico, ma la crisi del gol non riguarda solo lui bensì tutta la squadra. Come ben sappiamo l’Inter è la squadra con uno dei reparti avanzati meno prolifici del campionato (dodici reti). C’è chi sostiene che la manovra nerazzurra sia poco congeniale alle caratteristiche del suo centravanti, c’è invece chi sostiene che sia lui a partecipare poco. La verità probabilmente sta nel mezzo, ma è innegabile che con Mancini l’attaccante si muova di più e aiuti molto di più la squadra rispetto a quanto faceva precedentemente. Ragion per cui spesso lo vediamo giocare lontano dalla porta.
SCELTA TECNICA? – L’ultimo gol messo a segno da Maurito è stato quello contro il Bologna, che ha regalato i tre punti alla capolista nerazzurra. A fine partita l’attaccante si presenta ai microfoni di Mediaset Premium per le interviste di rito e pronuncia una frase destinata a far discutere: «Quando mi arrivano i palloni io sono disponibile a segnare. In dieci partite me ne saranno arrivati quattro e ho fatto tre gol». Chiaro e diretto come nel suo stile, Icardi lancia una frecciatina a compagni e allenatore, che sembrano afferrare al volo. Da Medel che non molto velatamente gli manda a dire di pensare più alla squadra e meno a sé stesso, a Mancini che decide di metterlo in panchina per tutti i novanta minuti della decisiva sfida contro la Roma. Parlerà di scelta tecnica l’allenatore nerazzurro, ma una sua frase in conferenza fa pensare più a una precisa punizione disciplinare: «I giocatori quando i palloni non arrivano se li vanno a prendere». Anche qui la verità si trova a metà strada, perché è vero che la manovra nerazzurra è poco efficace ma è anche vero che gli attaccanti moderni si muovono tanto e le occasioni devono anche sapersele creare da soli.
VITA SOCIAL – Ai problemi tecnici e disciplinari, come se non bastassero, si aggiungono le solite e superficiali chiacchiere da gossip. Quelle che non hanno mai abbandonato il capitano nerazzurro da quando è in Italia, ma soprattutto da quando sua moglie è l’avvenente Wanda Nara, da poco diventata anche sua manager. Prima le polemiche riguardanti l’amicizia tra Icardi e Maxi Lopez, spezzata proprio dalla bella argentina, ex sposa dell’attaccante del Torino dal quale ha avuto tre figli. Bambini che adesso Mauro coccola e cresce come se fossero suoi, rendendo il tutto pubblico con numerose foto sui vari social network. Una storia come tante altre al giorno d’oggi, ma amplificata dal fatto che i protagonisti sono due personaggi in vista. Mettiamoci in più che tutti i giornali del mondo amano questi triangoli amorosi e le polemiche che ne conseguono, e il titolone da prima pagina è servito: ″Icardi bad boy, meno social e più gol″. Il momento poco positivo dell’attaccante nerazzurro sicuramente non aiuta a evitare critiche inutili, legate ad argomenti che non hanno nulla a che fare con il calcio giocato. Dunque, quali potrebbero essere i rimedi per non cadere in queste sterili trappole mediatiche? Usare i social in maniera più accurata, senza ombra di dubbio. Ma soprattutto tornare a fare quello che a Mauro Icardi riesce meglio: il gol.
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