In una giornata triste come quella appena trascorsa, a ventiquattro ore dagli attentanti di Parigi, un barlume di speranza nel futuro (anche calcistico, almeno per quanto riguarda l’Inter) proviamo a trovarlo nelle parole di Roberto Samaden, capacissimo Responsabile del Settore Giovanile nerazzurro, al “Corriere dello Sport”
LE PAROLE DI SAMADEN – «Segreti dell’Inter? Una società che crede nel proprio vivaio, un gruppo di persone competenti, un collegamento con l’area tecnica della prima squadra e undici centri di formazione che seguono i ragazzi dai 6 ai 13 anni replicando loro le metodologie del settore giovanile. Su chi scommetto per il futuro? A parte Dimarco, Popa e Radu che sono già nel giro della Prima Squadra, mi viene da dire Senna Miangue e tre ragazzi del 1999, ovvero il difensore Vanheusden, il centrocampista Emmers e l’attaccante Pinamonti».
FUTURO ROSEO – Da anni si sa che la società nerazzurra investe molto del suo denaro, ma soprattutto del suo tempo e dei suoi uomini, nello sviluppo del Settore Giovanile. Tanti i talenti sfornati, magari qualcuno si è perso per strada e anche per colpe sue (uno su tutti: Mario Balotelli), ma il lavoro alla lunga paga e qualche soddisfazione c’è sempre. Attualmente ce ne sono due in particolare: Davide Santon, tornato da meno di un anno, e Jonathan Biabiany, di nuovo a Milano da quasi sei mesi. E poi che dire di Assane Gnoukouri e, soprattutto dopo il debutto record in Nazionale, di Rey Manaj? L’Inter, grazie anche a Roberto Samaden, lavora seriamente sui giovani. E presto arriveranno i risultati sperati, ne siamo certi.
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