Due gol subiti con Murillo e Miranda in campo, roba da pazzi. Due gol subiti in sette partite, di cui cinque vinte e due pareggiate, senza mai perdere con loro due in campo. Entrambi giunti dalla Spagna, complementari come pochi, di generazioni differenti: ora l’esame più difficile, Napoli: Insigne ed Higuain.
LA DURA LEGGE DELLA “EMME” – Sono impressionanti i numeri con questi due in campo, forse c’è una spiegazione alla base che risale all’assoluta complementarietà dei due. Uno veloce, esplosivo, matto: risponde al nome di Murillo, appena 23 anni ed un potenziale che sembra ancora parzialmente espresso. Balzò alla cronaca per un Granada-Barça, quando annullò un certo Messi. E’ diventato pilastro della Colombia, segnando tra l’altro un gol al Brasile. Negli ultimi tempi ha ridotto quei cali di concentrazione palla al piede o in impostazione che rappresentano ad oggi l’unico vero lato oscuro e debole del sudamericano. Proprio da questo punto di vista la contemporanea presenza del pragmatico ed esperto trentenne, Miranda, può essere la miglior medicina: un po’ come Samuel negli anni con Lucio, pari età ma dalle sembianze tecniche, fisiche e mentali molto vicine a quelle di Murillo.
Si completano perfettamente, i numeri sono dalla loro, lunedì l’esame di maturità: dovessero restare imbattuti anche a cospetto di Higuain e compagni, diverrebbero i condottieri numeri uno per andare in battaglia e far sognare ai tifosi nerazzurri uno Scudetto insperato.
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