In vista del big match di lunedì prossimo il giornalista di Sky Sport Massimo Tecca ha messo a confronto i tecnici di Inter e Napoli, Roberto Mancini e Maurizio Sarri; giudicati da lui come due allenatori estremamente diversi ma anche con qualche caratteristica in comune.
DUE TECNICI A CONFRONTO – «Uno cambia sempre modulo (cinque volte), l’altro mai; fedelissimo al suo 4-3-3. Uno fa ruotare gli uomini: tredici formazioni diverse e solo in sette (Handanovic, Miranda, Murillo, Medel, Perisic, Felipe Melo e Guarin) in campo almeno l’80% dei minuti disponibili. L’altro ha in testa sempre gli stessi o quasi, se è vero che in sette hanno fatto il pieno di presenze, tredici su tredici, e altri quattro sono già in doppia cifra. Sistema Mancini e sistema Sarri, così diversi e così uguali».
DIFFERENZE – «All’Inter, ottavo attacco del campionato come il Chievo, non interessa una goleada come quella di domenica, basta farne uno più degli altri; totale sedici contro i ventiquattro degli azzurri che chiedono i gol sempre agli stessi. Higuain e Insigne a segno diciassette volte laddove Mancini chiede che al tiro al bersaglio si cimentino tutti e infatti si ritrova con dieci marcatori diversi. Mancini più stratega modella la formazione sugli avversari, Sarri più spavaldo non gli guarda neanche, come a dire: “Noi siamo qui, veniteci a prendere”».
SIMILITUDINI – «Ma qualcosa in comune c’è, l’attenzione alla difesa: quella dell’Inter è la migliore con sette gol subiti. Quella del Napoli, dopo i disastri dell’era Benitez, segue a ruota con otto e Reina è imbattuto da cinque partite. Il basso profilo: “Vietato parlare di Scudetto” e un paziente lavoro da piscologo; Mancini vi si è cimentato con tutti i suoi, Sarri sopratutto con Higuain, tornato a divertirsi come non gli capitava da tempo».
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