ESCLUSIVA – Carbone: “Inter a Napoli per vincere, Mancini…” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1MMOZKA Riccardo Melis

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Lunedì sera l’Inter e il Napoli si affronteranno nel big match dello stadio San Paolo; per l’occasione abbiamo intervistato in esclusiva il doppio ex Benny Carbone per chiedergli la sua opinione sulle due squadre e il lavoro svolto in questa stagione da Roberto Mancini.

All’inizio della stagione si aspettava che l’Inter potesse ritrovarsi da sola in testa alla classifica a dopo tredici giornate?

«L’obiettivo era quello di costruire una squadra fortissima in grado di puntare alle prime posizioni e, per la programmazione che ha fatto l’Inter da quando è arrivato Mancini, credo che tutti quanti speravamo che alla fine la squadra potesse trovarsi in questa posizione in classifica a questo punto della stagione. Mancini ha fatto un lavoro eccezionale insieme a Piero Ausilio e a tutto il resto dello staff degli osservatori, in primis Massimo Mirabelli; hanno costruito una squadra che potesse essere protagonista».

Finora l’Inter ha affrontato tutte le grandi a San Siro, ritiene che il dover affrontare il primo scontro diretto in trasferta (specialmente in uno stadio “caldo” come il San Paolo) possa incidere negativamente sulla squadra di Mancini?

«Non è un problema affrontare una delle grandi fuori casa, il problema è affrontare proprio il Napoli che in questo momento è in stato di grazia e vive sulle ali dell’entusiasmo. E’ una squadra molto difficile da battere, ha un’identità di gioco e una grandissima organizzazione in fase difensiva; tra le dirette concorrenti è attualmente quella più forte. In più vai anche al San Paolo dove il pubblico sarà il dodicesimo uomo in campo. Sarà una gara molto difficile per l’Inter ma anche per il Napoli perché stiamo comunque parlando di due squadre che a livello difensivo prendono pochi gol però, allo stesso tempo, una ne fa anche tanti mentre l’Inter, a parte la partita con il Frosinone, ha fatto sempre un po’ di fatica a costruire e a finalizzare tante azioni da gol».

Dopo la convincente vittoria per 4-0 contro il Frosinone pensa che Mancini possa decidere di confermare il 4-2-3-1 con due ali pure oppure, visto anche l’avversario, optare per un modulo più prudente?

«Mancini ha dimostrato di poter preparare la partita in base all’avversario; non potendo entrare nella sua testa non posso sapere come voglia affrontare il Napoli però una cosa è sicura: Mancini andrà a Napoli per giocare la partita perché è nella sua mentalità. Ha abituato i suoi giocatori a puntare sempre alla vittoria a prescindere dall’avversario e quindi credo che alla fine non dipenda tanto dal modulo che proporrà in campo ma dalla mentalità che riuscirà ad inculcare nei suoi».

Pensa che la maggiore esperienza a grandi livelli di Mancini rispetto a Sarri possa favorire l’Inter rispetto al Napoli?

«Sicuramente. I giocatori dell’Inter entreranno in campo consapevoli della loro forza perché Roberto è riuscito a dare alla squadra questo tipo di mentalità che ha acquisito facendo tantissime esperienze anche in campo intenzionale. In questo momento la mentalità dell’Inter è da grande squadra, perché anche nei momenti meno belli è riuscita a portare a casa i tre punti e questo è sintomo di grande squadra e di grande mentalità. Adesso però tutti quanti ci aspettiamo che l’Inter migliori anche dal punto di vista della produzione del gioco che forse finora è stato condizionato anche dal fatto che Mancini stia cambiando sempre formazione in base agli avversari».

In poco più di quattro mesi di lavoro Sarri, a differenza di Mancini, è riuscito a plasmare una squadra che sembra giocare a memoria da diversi anni. Secondo lei che differenza c’è tra il lavoro fatto finora dai due?

«Facendo un discorso più generalizzato credo che le grandi squadre debbano essere sempre allenate senza escludere nulla, lavorando sia sulla fase di possesso che su quella di non possesso. Quando Sarri è arrivato a Napoli ero convintissimo che la squadra potesse arrivare a questi livelli perché lo conosco ed è un allenatore che insegna tutto: lavora sulla postura, sulla corsa e fa allenare i giocatori in modo individuale, per reparto e in collettivo; c’è una grande programmazione anche negli allenamenti. In una grande non bisogna mai dare nulla per scontato, anche se magari alleni il Milan non devi pensare che i tuoi giocatori siano già pronti e tu debba solo gestire il gruppo e le situazioni. Sarri sta curando anche i dettagli e sono questi che fanno la differenza».

Come pensa che possa finire la partita di domani?

«Non ci sono pronostici da fare in una partita del genere perché, al di là di tutto quello che abbiamo detto fino ad adesso, credo che in campo ci siano sia da una parte che dall’altra dei campioni che possono risolvere la partita in qualsiasi momento a prescindere da come l’hai impostata. Tu puoi preparare la partita in un certo modo ma se poi Higuain fa il fenomeno o Icardi si inventa un gol dei suoi cambia tutto. Credo sia molto difficile fare un pronostico ma sono convinto che sarà sicuramente una bella partita e quindi bisogna solo dire: “Che vinca il migliore”. In ogni caso non sarà sicuramente fondamentale per quanto riguarda la vittoria del campionato, chi vince lunedì però darà più credito e credibilità al lavoro svolto finora».

Ringraziamo Benny Carbone per l’intervista e per la disponibilità mostrata. La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è consentita solo previa citazione della fonte Inter-News.it

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