Icardi al bivio: uomo immagine dell’Inter o Premier League? Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt /1LFPaTM Riccardo Spignesi

Icardi

Il sito della famosa rivista inglese FourFourTwo, uno dei mensili più venduti e importanti sul calcio, ha dedicato un articolo all’attaccante dell’Inter Mauro Icardi, richiesto da diverse squadre inglesi ma allo stesso tempo desideroso di diventare un’icona dei nerazzurri.

LEADER – “Mauro Icardi è l’immagine dei cartelloni pubblicitari del Meazza, con le braccia aperte per ricevere l’affetto del suo pubblico. Le sfrenate esultanze in questo storico stadio non sono soltanto per il raddoppio dell’Inter contro il Frosinone, ma anche per celebrare il quarantacinquesimo gol in Serie A alla centesima presenza dell’argentino. I nerazzurri hanno poi vinto 4-0, punteggio largo che li ha portati in vetta alla classifica aiutando a zittire i critici per le tante vittorie per 1-0 (ben sette in questo inizio di stagione). Icardi comanda la rivoluzione di Roberto Mancini all’Inter, non solo guidando l’attacco ma prendendo i gradi di capitano. In momenti come questi è facile chiedersi: perché vorrebbe andarsene? In realtà la situazione del centravanti è più complessa di quanto si pensi. L’esplosione dell’argentino è stata rapida e impressionante: dopo diciannove gol in ventitré partite con la Sampdoria Primavera nel 2011-2012 ha raggiunto la doppia cifra con i blucerchiati l’anno seguente, questo gli ha permesso di vestire la maglia dell’Inter, trovando la via della rete per nove volte nella sua prima stagione a Milano nonostante diversi infortuni. È stato l’anno scorso, nonostante la pessima campagna interista, in cui ha mostrato tutte le sue qualità, con ventidue centri che l’hanno portato a essere il più giovane capocannoniere dai tempi di Paolo Rossi (1978), pur raggiungendo soltanto l’ottavo posto in campionato. La fascia da capitano è stata una sorpresa e lui ha ammesso l’interesse di altri club: «È vero che il Real Madrid mi voleva, ma ho chiesto di restare», ha dichiarato a luglio alla stampa spagnola”.

CAPITANO – “Ciò che suscita qualche dubbio sulla scelta di nominarlo capitano riguarda la sua vita privata. Ha sposato l’ex moglie di Maxi López, Wanda Nara, una vicenda che ha raggiunto il suo culmine quando l’attaccante ora al Torino ha rifiutato di stringergli la mano prima di un Sampdoria-Inter. Recentemente ci sono state anche voci sul licenziamento del suo agente Abián Morano, sostituito proprio dalla moglie che ha negoziato l’ultimo rinnovo di contratto. «Faccio ciò che voglio e non mi interesso degli altri», ha detto Icardi a Inter Channel a inizio ottobre, quando gli è stato chiesto se avesse rotto qualche codice etico con il suo comportamento. È questo tipo di commenti che può portare a delle domande sulle sue qualità di leader. Nella stessa intervista ha detto: «In tutta onestà non pensavo di diventare capitano quando sono arrivato all’Inter. Queste sono scelte fatte per il presente e arrivano da un momento all’altro senza essere pianificate. Quando la stagione è iniziata mi sono trovato la fascia al braccio». Con Arsenal, Chelsea, Liverpool e Real Madrid sulla punta dopo l’ultima strepitosa stagione il grado di capitano sembra una mossa per tenere il giocatore più che una delegazione di responsabilità”.

SCELTA – “Nonostante la già citata immagine di festa nel trionfo sul Frosinone l’attuale campionato non è stato così ricco di soddisfazioni. È interessante notare come i ruoli di squadra e giocatore si siano invertiti: la scorsa stagione l’Inter arrancava mentre Icardi faceva grandi prestazioni, adesso i risultati collettivi sono migliorati mentre l’attaccante ha subito un calo di rendimento. I successi dell’Inter si sono basati su una difesa solida che ha concesso solo sette gol in tredici giornate, pur avendo cambiato tre giocatori durante l’estate: João Miranda, Jeison Murillo e Alex Telles. Icardi ha siglato quattro reti in undici presenze, e pur segnalando come siano un quarto delle marcature totali dei nerazzurri, facendolo così il miglior realizzatore, si è parlato della sua vena realizzativa in calo. «Sono un centravanti e se mi arriva il pallone segno, in dieci partite ho ricevuto quattro passaggi decenti e ho fatto tre gol, mi sembra una buona media», ha detto a Sky Sport un mese fa. Nonostante i vari tentativi di Mancini la partnership con Stevan Jovetić ancora non funziona: l’incompatibilità fra i due ha portato a una modifica tattica dal 4-3-1-2 al 4-3-3, con Adem Ljajić che spesso ha giocato meglio dei due attaccanti, cosa che potrebbe portare a un ballottaggio fra i due per una sola maglia da titolare al centro dell’attacco. Se l’Inter dovesse ritenere che l’esperimento è fallito e che si può continuare la rincorsa al titolo senza Icardi non ci sarebbe da cercare molto per trovare acquirenti. L’Arsenal potrebbe offrire 31.5 milioni di sterline già a gennaio, e rifiutando un’offerta del genere i nerazzurri dimostrerebbero di avere molta fiducia nel proprio capitano. Ai Gunners avrebbe solo la concorrenza di Olivier Giroud, ma lo stile di gioco di Arsène Wenger è molto diverso rispetto a quello dell’Inter, senza contare come il campionato inglese sia più fisico e veloce. Con Chelsea, Liverpool e Real Madrid interessate Icardi ha varie opzioni nel caso in cui volesse partire o il club volesse cederlo, tuttavia con un contratto in vigore fino al 2019, un pubblico che lo adora e la lotta per vincere un titolo che manca da sei anni ci sono diversi motivi per cui rimanga”.

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