Il San Paolo non ha portato punti ai nerazzurri, ma ha fornito qualcosa che, nel lungo periodo, potrebbe rivelarsi ben più prezioso. Da Napoli torna infatti un’Inter che alla compattezza di un gruppo che si mostra più solido, di partita in partita, aggiunge ora una consapevolezza nei propri mezzi fino a ieri sera non completamente formata. Ma da Napoli è (ri)emerso un Mancini che i tifosi credevano ormai perso nel grigio di Londra e dello stile british: un Roberto Mancini in versione ariete, deciso a condurre i suoi uomini verso la meta prefissata
PRIMA E DOPO – Nei suoi primi anni in nerazzurro Mancini aveva tenuto lo stesso atteggiamento che lo aveva caratterizzato da calciatore: pungente e deciso ribattere a ogni polemica dei mass media. Le esperienze all’estero, in Inghilterra in particolare, avevano restituito un Mancio dimesso, secondo alcuni maturato: un tecnico che prediligeva i toni bassi evitando ogni battibecco sull’operato delle “Giacchette nere”.
Ieri sera però, il tecnico non ha lesinato i giudizi caustici verso opinionisti considerati poco obiettivi, subito spalleggiato da Piero Ausilio, il quale, in rappresentanza della Società, ha subito ricalcato i pensieri del mister. Questo particolare rappresenta un motivo di ottimismo per il futuro: quando l’Inter si muove, lo fa in maniera compatta, secondo una linea precisa, evidenziando quindi una lucida strategia dietro a ogni frase e intervista.
I SINGOLI E IL GRUPPO – Questo comportamento di Mancini fa emergere però un altro elemento, altrettanto importante.
Perché ieri sera sì e prima no? Ragionando per ipotesi, la risposta che appare più plausibile è che ieri sera il tecnico ha capito che gli uomini a sua disposizione sono diventati finalmente un gruppo e, mai come ora, hanno bisogno di una guida. Prima l’Inter era formata da vari giocatori che, faticosamente, tentavano di creare una squadra. Il processo che porta alla creazione di un gruppo non è mai immediato e basta un’inezia a incepparlo. Nel caso dei nerazzurri, eventuali polemiche, seppure mirate e giuste nelle intenzioni, avrebbero potuto distogliere dall’obiettivo, fornendo involontariamente un alibi per prestazioni non all’altezza. Ecco quindi che Mancini, in questi ultimi mesi, ha preferito evitare distrazioni e diatribe con l’esterno, preferendo concentrarsi sull’assemblamento di uno spogliatoio che imparasse a ragionare in maniera coesa, senza rischiare disattenzioni.
L’INTER E’ TORNATA – Ieri sera ai microfoni delle varie televisioni, Roberto Mancini non ha solo difeso la prestazione dei suoi uomini o criticato l’arbitraggio. Ieri sera il Mancio ha urlato a tutti che l’Inter è tornata. Un’Inter che non è più formata da diversi giocatori, ma è adesso un gruppo coeso, un “Tutto che è più della somma delle singole parti“. Un’Inter che Mancini, da vero condottiero, vuole portare verso gli obiettivi stabiliti.
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