Sabatini: “Meglio Jovetic-Ljajic, ora l’Inter può cedere Icardi” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1NHiNvN Riccardo Melis

icardi

Nel suo editoriale per “Calciomercato.com” il giornalista di “Sport Mediaset” Sandro Sabatini ha parlato della situazione che sta vivendo attualmente all’Inter Mauro Icardi sottolineando che un’ipotetica cessione dell’argentino potrebbe essere molto più digeribile rispetto a qualche mese fa.

COME IL RONALDO DEL 2002? – «L’Inter gioca meglio senza Icardi. Quindi: l’Inter può/deve vendere Icardi. Il ragionamento non farebbe una piega, se lui non fosse il capocannoniere del campionato scorso. Il capitano appena eletto. Il ventiduenne cui è stato da poco rinnovato il contratto. E tutta una serie di considerazioni che invitano alla prudenza. Anche perché la storia di tante squadre – Inter compresa – è ricca di situazioni analoghe. La prima che torna in mente, riporta addirittura al 2002. Non c’era feeling tra l’argentino Hector Cuper, allenatore di allora, e Ronaldo il Fenomeno, da non confondere con l’attuale CR7».

SNOBBATO IN ARGENTINA – «Superfluo spiegare che la situazione Icardi sia diversa. Se non altro, per il valore tecnico. Ronaldo era il numero uno al mondo, Maurito non viene convocato dall’Argentina. Gli preferiscono (e come dar loro torto?) gente conosciuta anche dalle nostre parti: Tevez che pure è vecchiotto, Higuain che è tornato di gran moda e Dybala tra i giovani. Forse Icardi paga anche la cattiva fama che storicamente accompagna “l’altro”, nel triangolo amoroso con Maxi Lopez e Wanda Nara. Infatti è stato scomunicato perfino da Maradona. Che non rappresenta certo un modello di vita extracalcio. Ma in Argentina è ancora ascoltato come un Papa. Ops… Quasi come un Papa, considerando il connazionale Bergoglio».

L’ESPLOSIONE DI LJAJIC – «Proprio lui ha interrotto il dialogo tecnico con i compagni. E si è messo lì davanti ad aspettar palloni, con l’impazienza del grande attaccante ma anche con l’indolenza di chi si lamenta tantissimo e si batte pochissimo. Sembra – se il paragone non offende nessuno – il Destro degli ultimi tempi romanisti e milanisti. Va così da inizio campionato e stava per diventare una consuetudine, appena interrotta da qualche panchina semi-punitiva. Poi è successo qualcosa d’imprevisto. Per scuotere e smuovere la situazione dell’Icardi ciondolante, la scossa ha un nome dolce (Adem) e un cognome complicato (Ljajic), che quando lo scrivi non ricordi mai dove piazzare le “j”. Quando lo metti in campo, invece, non sapevi mai dove piazzarlo esattamente».

NON PIU’ INCEDIBILE? – «Ora Mancini sembra aver avuto un’intuizione felice: attaccante in coppia con Jovetic. Così quello di troppo è diventato Mauro Icardi. Il capocannoniere del campionato scorso. Il capitano con una fascia che sembra maledetta (per info, chiedere allo sventurato Ranocchia). Il giocatore arrivato per scrivere il futuro nerazzurro. Ma da qualche tempo, né lui né l’Inter riescono a coniugare con convinzione i verbi al futuro. Perché, almeno oggi, la squadra gioca meglio senza di lui. Ecco perché l’Inter può/deve vendere Icardi. Si può scrivere. Non si fa peccato: né mortale, né veniale. E neppure tecnico. O no?».

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