Bruno Giordano, intervistato da Walter Veltroni, ricorda che da giovane, nonostante gli influssi romanisti del padre, tifava per la Grande Inter di Helenio Herrera, la cui formazione è da lui definita come una poesia. Ecco le sue parole riportate dal “Corriere dello Sport”
INTER; LA MIA PRIMA PASSIONE – «Da piccolo ero laziale? No, tifavo per l’ Inter. Era quella che tutti sapevano a memoria come una poesia: Sarti, Burgnich, Facchetti… Mio padre era romanista. Trasteverino e romanista e vacillò quando anche la Roma mi cercò e i dirigenti giallorossi gli dissero che mi avrebbero regalato anche un motorino. Ma io avevo dato la parola alla Lazio. Allora papà mi accompagnò in sede, a Via Col di Lana, per firmare. Ero un bambino e mi sembrava di sognare, in mezzo alle foto di tutti i campioni della storia biancoceleste. Mio padre ci mise poco a diventare laziale e io a dimenticare Mazzola e Corso».
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