L’Inter ha nel suo Capitano ormai da anni il suo maggior dilemma: prima Ranocchia, poi in parte Guarin ed ora persino Icardi. Dopo Zanetti, come prevedibile, nessuno sembra in grado di diventare leader tecnico e carismatico dell’Inter: con il rischio di svalutarsi pesantemente…
ORA O MAI PIU’ – Sino a tre mesi fa in Europa erano pronti a sborsare fino a 40 milioni di euro per uno dei più giovani capocannonieri della storia del calcio italiano. Oggi, un po’ come canta il grande tifoso interista Celentano, c’è il rischio di una pesante svalutation per l’italo-argentino. Il rischio di un caso analogo ai vari Pato o El Sharaawy è dietro l’angolo, giocatori per i quali il prezzo del cartellino si praticamente dimezzato nel giro di un paio d’anni. A differenza di questi precedenti, il caso dell’ex Samp sembra però diverso: vi è un involuzione tecnica non tanto individuale, quanto del collettivo, che non gioca più per il centravanti ma in un’ottica più ampia e per l’equilibrio dell’intera squadra. Un’armonia all’interno della quale poco si sposano le caratteristiche del bomber argentino, poco incline al lavoro coi compagni, incarnando il profilo di quel n.9 vecchio stampo ormai in disuso nel calcio moderno. Mancini dovrà chiarire quanto prima se intende inserire in tale contesto Icardi, oppure no.
In quest’ultimo caso, a malincuore, occorrerà venderlo quanto prima: il rischio è quello di ricavare sempre meno da un giocatore destinato a riesplodere ovunque andrà.
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