Il giornalista di “Sport Mediaset” Andrea Ghislandi ha analizzato la prestazione di ieri da parte dell’Inter sottolineando che, con questo Samir Handanovic in porta e con un Mauro Icardi ritrovato al centro dell’attacco, i nerazzurri possono davvero sognare in grande.
MESSAGGIO CHIARO – « “Per lo scudetto ci siamo anche noi”. E’ quanto l’Inter fa recapitare da Udine alle inseguitrici, grazie all’ennesima vittoria fuori casa, un poker che regala ulteriori certezze alla squadra di Mancini, che in un colpo solo ritrova Mauro Icardi e Stevan Jovetic, oltre alla conferma che in questo momento Samir Handanovic (rimasto imbattuto per 11 gare su 16 in campionato) è uno dei migliori portieri d’Europa. Una squadra che sa soffrire e approfittare degli errori avversari. Certo, ai ragazzi di Colantuono mancava solo il vestito di Babbo Natale per anticipare la consegna dei regali, ma il Mancio torna da Udine con tante certezze e la consapevolezza che questa squadra potrà dire la sua fino alla fine».
ICARDI – «Soprattutto se Mauro Icardi si sarà lasciato alle spalle definitivamente il momento no. L’argentino si è sbloccato con una doppietta (la prima stagionale), togliendosi di dosso le ragnatele della panchina contro il Genoa e una serie di prove abbastanza opache. Certo, deve migliorare nel lavoro al servizio della squadra (solo 18 palloni toccati in tutto la partita) e anche l’intesa con Jovetic è ancora da affinare. Intanto, però, la coppia tanto vituperata per la prima volta ha segnato insieme e il montenegrino ha ritrovato la via del gol che aveva perso il 30 agosto dopo la doppietta al Carpi».
SUPER HANDANOVIC – «Chi ormai non fa più notizia è Samir Handanovic, che ha mantenuto inviolata la porta per l’11a volta su 16 gare in stagione. In un primo tempo in cui il muro Miranda-Murillo ha accusato qualche crepa, ci ha pensato il numero 1 sloveno a spegnere ogni velleità di Thereau e compagni, parando anche i tiri in fuorigioco. Gara con la Fiorentina a parte, Handanovic è sempre stato determinante e ora è senza dubbio uno dei migliori portieri d’Europa. E visto che in Italia spesso e volentieri vince chi prende meno gol, ad Appiano possono sognare senza però montarsi troppo la testa. La strada è ancora lunga e piena di insidie, la sensazione di guardare tutti dall’alto verso il basso è sempre piacevole, ma le vertigini sono dietro l’angolo».
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