Alfredo Pedullà ha analizzato la partita dell’Inter di ieri soffermandosi in particolare su Roberto Mancini e Felipe Melo. Il primo ha senza dubbio sbagliato la formazione titolare mentre il secondo sembra aver ripreso, si spera per poco, quelle brutte abitudini che avevano portato in molti a sconsigliare il suo acquisto la scorsa estate.
MEDITARE SUGLI ERRORI – «Premessa: Roberto Mancini è un grande allenatore e può succedere che buchi una partita, il suo eccellente lavoro resta. Contro la Lazio le sue scelte non sono state perfette, lo si era capito già alla consegna della distinta con le formazioni ufficiali. Centrocampo poco equilibrato al cospetto di Biglia, la rinuncia inconcepibile ad alcuni tra i più in forma, ogni riferimento a Brozovic e Ljajic non era casuale. L’Inter forse pensava di aver vinto ancora prima di giocare, ha pagato dazio. Resta al comando, il vantaggio si assottiglia, ci sono sempre ampie possibilità di lottare per lo scudetto, ma bisogna sicuramente meditare sugli errori commessi e sulla preparazione della partita. Mancini lo farà, non abbiamo dubbi».
MELO RIFLETTA – «Felipe Melo merita un capitolo a parte: non siamo tra quelli che decidono di bocciare un acquisto, voluto fortemente da un allenatore, per via di una serataccia ricca di follie. L’ingenuo fallo da rigore e l’entrataccia su Biglia sono, però, orrori che vanno cancellati in fretta. Inammissibili a certi livelli, scelte che hanno condizionato una serata perché, pur in un contesto molto complicato, l’Inter avrebbe potuto portare a casa un punto. Felipe Melo rifletta: lo ha voluto Mancini, non ritenga di dover strafare o di compromettere con atteggiamenti fuori dalle righe simile privilegio. A nessuno converrebbe, la speranza che tutto venga archiviato al capitolo “serataccia da dimenticare».
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