Nel corso del suo editoriale per “Calciomercato.com” Renzo Ulivieri si è soffermato sul lavoro fatto da José Mourinho nel suo biennio all’Inter. Dal suo punto di vista lo Special One, pur vincendo tutto, non avrebbe portato nessuna innovazione nel calcio italiano sul piano del gioco.
ALLENATORE ‘ININFLUENTE’ – «La prima di Mourinho a Genova contro la Samp di Mazzarri, che per una settimana aveva mandato il fido Nitti, appollaiato su un albero della Pinetina a vedere gli allenamenti dell’Inter, non fu un gran successo. Finì 1-1 perché Mazzarri aveva cucito un abito perfetto addosso all’Inter, che non ce la fece ad esprimersi in nessun modo. Quando Mourinho lasciò l’Italia gli fu chiesto cosa avrebbe rimpianto di più, rispose: “La guerra tattica”. Lui, che per compattare il gruppo andava a scovare nemici ovunque: dirigenti, arbitri, allenatori – che a suo dire – si facevano fare la formazione dai presidenti, nel lasciare ammise di fatto che sul piano tattico si era molto evoluto. Lui ha lasciato tracce sul piano della gestione del gruppo, dell’immagine, del sapersi porre all’interno di un sistema mediatico più difficile che dalle altre parti. Ma sul piano del gioco fu ininfluente. L’Inter vinse tutto, lui un grande condottiero sotto tutti i punti di vista, meno che su quello tattico».
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