Thohir: “Presidente? Lavoro per l’Inter! La notte di Mancini…” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1PmA3DN Andrea Turano

Thohir

In una lunga intervista rilasciata al Direttore di Inter Channel, Roberto Scarpini, durante il suo soggiorno a Giacarta, Erick Thohir parla a tutto tondo della sua Inter. Ecco i suoi obiettivi – tra sogno e realtà -, i momenti clou, la sua esperienza con i tifosi e i motivi che hanno riportato Roberto Mancini sulla panchina nerazzurra

OBIETTIVO TORNARE AL TOP«Ovviamente da leader devi sapere qual è l’obiettivo da raggiungere, poi devi creare una strategia e un management per arrivare a quell’obiettivo. Non voglio essere troppo fiducioso, ma nella maggior parte del business che ci riguarda vogliamo raggiungere il massimo. Nel settore della comunicazione come nello sport. Se siamo seri, entriamo nel business, ci vuole per cambiare una squadra, ma tutte stanno andando benissimo. L’Inter è quella su cui ci dobbiamo concentrare di più in questo momento, vogliamo essere sicuri che torni ai livelli che le competono, ovvero tra i migliori dieci club al mondo. Questo è il nostro obiettivo. Essere in Champions League è un must per l’Inter, ecco perché negli ultimi tre anni abbiamo costruito la squadra e allo stesso rempo vogliamo essere sicuri di avere un management forte e delle ottime infrastrutture. Per l’Inter stiamo costruendo il management, la squadra e miglioriamo le strutture. Vogliamo che San Siro torni la cattedrale del calcio, ormai è già diventato vecchio».

UN SOGNO E TRE RICORDI NERAZZURRI«Questa è la stagione migliore. Abbiamo costruito bene il management e la squadra, i risultati si vedono. Parlando di businnes, stiamo andando bene, i risultati arrivano. Questo è il nostro sogno, ma la stagione non è ancora finita. Adesso è presto, ma è uno dei momenti più felici anche per me. E’ importante che l’Inter torni in Champions League. Un altro momento importante è stato quando Massimo Moratti mi ha dato l’opportunità di diventare partner e di entrare in Serie A. Un altro momento storico è stato il ritiro di Javier Zanetti. Anche se non ho fatto parte di quella storia, ho sentito l’emozione e quanto l’Inter sia grande, sin dal giorno della sua fondazione. Puoi vedere quanti grandi giocatori e grandi presidenti hanno fatto un passaggio di consegne per far rimanere l’Inter una squadra forte. Questi tre ricordi rimarranno sempre nel mio cuore, ma è anche importante questa stagione perché vogliamo arrivare in Champions League. Quello sarebbe un grande traguardo per me come presidente».

VICINO AI TIFOSI«Dal punto di vista caratteriale, non penso di essere cambiato. Io sono perfezionista, voglio mantenere le promesse che faccio, lavoro duramente. Quello non è cambiato, però sono cambiate altre cose. Adesso la gente mi riconosce. In Indonesia mi conosceva già, ma quando sei in giro per il mondo, a Singapore, a New York, a Hong Kong, in Cina e in Europa e vieni riconosciuto, questo ti cambio. E’ la realtà della vita, ma è un buon momento per incontrare i tifosi. Sono appena tornato da Singapore e sull’aereo ho incontrato un tifoso, che fa l’avvocato e mi ha detto: “Presidente, io sono un Suo tifoso!”. E’ bello stare vicino ai tifosi, salutarli perché sono parte del sistema per tornare grandi. I tifosi sono il nostro sangue. La cosa più importante è la lealtà dei tifosi verso la squadra, non verso di me. E’ importante chi i tifosi vengano allo stadio a sostenere la squadra, sia quando le cose vanno bene sia quando vanno male. Io ho appena iniziato a lavorare per l’Inter, il titolo recita in grande “Presidente”, ma io faccio parte del gruppo di lavoro. Per questo voglio che il management e tutti noi, non solo io come presidente, lavoriamo per far sì che l’Inter torni tra i migliori dieci club del mondo. Tutti insieme lavoriamo per il club e per i tifosi».

PERCHE’ MANCINI«Quando abbiamo ingaggiato Roberto Mancini, era il miglior candidato per l’Inter. Ecco perché abbiamo preso una decisione difficile in quel momento. C’è stata una lunga riunione con tutto il management, non ho deciso da solo, abbiamo parlato fino alle 2 di notte. Quella sera abbiamo deciso tutti insieme fino a tarda notte. Il giorno successivo siamo andati avanti con la nostra scelta e abbiamo contattato Mancini per spiegargli i nostri problemi, ma anche il nostro futuro. E’ importante che il nostro allenatore sia in linea con quanto vogliamo costruire, non dev’essere solo una decisione personale. Come ho già detto, io lavoro per l’Inter».

facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter

Leggi la notizia completa qui: Inter-News http://ift.tt/1PmA3DN
via IFTTT http://ift.tt/1LCSVON #inter #interclubpavia #internews