La trattativa per Jonathan Calleri, negli ultimi giorni, si è arricchita di un nuovo protagonista, oltre a Inter e Boca Juniors: il fondo d’investimento, con cui il club argentino starebbe trattando la cessione del suo cartellino. Una situazione su cui il sito sportivo Tuttomercatoweb ha voluto fare chiarezza, contattando un esperto del settore
TPO E LA FIFA – Il celebre portale sportivo ha intervistato in esclusiva Cesare Di Cintio, avvocato titolare dello studio DCF Sport Legal, specializzato in diritto sportivo, per chiarire la questione fra Calleri, il Boca Juniors e l’Inter. L’avvocato ha spiegato a Tuttomercatoweb che:
«La FIFA, con un circolare del dicembre 2014 entrata in vigore nel maggio 2015, ha definitivamente vietato le operazioni aventi ad oggetto la negoziazione delle c.d third party ownership (“TPO”). La decisione adottata dal massimo organismo del calcio mondiale ha avuto un impatto piuttosto importante visto che la FIFA ha preferito bandire tale prassi commerciale piuttosto che continuare a monitorare il mercato e provare a regolarne gli effetti, come inizialmente si pensava. L’Inter, pertanto, credo abbia voluto capire meglio la situazione.»
COS’E’ IL TPO – L’avvocato si è poi concentrato sul TPO, illustrandone gli aspetti:
«Con il termine TPO si fa riferimento ad operazioni incentrate principalmente sull’acquisto e rivendita di crediti derivanti dal trasferimento degli atleti. In altre parole, per mezzo delle TPO, i club cedono, a fronte di un corrispettivo, una parte di quel credito sul futuro incasso determinato dalla cessione di un giocatore, impegnandosi a riconoscere una percentuale del prezzo che sarà all’uopo fissato con il cessionario.»
DIFFERENZE – In conclusione di questa dettagliata spiegazione, l’avvocato Di Cintio ha esposto dettagliatamente le differenze che intercorrono fra TPO e TPI, anch’esso sotto esame della FIFA:
«Con il termine TPI (third party interest) si intende il finanziamento da parte di un soggetto terzo nei confronti di un club per permettere il compimento di una determinata operazione. Di fatto, la FIFA stigmatizzato anche il ricorso alle TPI in quanto vuole evitare che le società stipulino accordi che le vincolino ad una dipendenza gestionale ed economica nei confronti di soggetti terzi. Pertanto, mentre con le TPO il soggetto terzo acquisisce un credito futuro sull’eventuale incasso derivante dal trasferimento di un calciatore, con le TPI il soggetto terzo finanzia un’operazione del club, ma al contempo rischia di condizionare le scelte di natura gestionale del club che viene così vincolato al volere del soggetto terzo.»
L’Inter vuole quindi operare in piena trasparenza, per non rischiare, in futuro, di incappare in qualche problema legato a questo tipo di fondi.
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