La metà delle partite giocate hanno avuto questo risultato: su 18 apparizioni, l’Inter ha concluso al termine dei 90 minuti col punteggio di 1-0 in proprio favore. Giunti al termine o quasi del girone d’andata, ciò non rappresenta più un caso. Icardi è una sentenza, Mancini è letale.
DOPPIA ARMA LETALE – Ha segnato 8 gol fino ad ora Icardi, 6 dei quali nelle vittorie dei nerazzurri: tutti decisivi, soprattutto quelli di Verona col Chievo, Bologna, Udine ed ora Empoli, utili a sbloccare il risultato. Il peso specifico dell’argentino è impressionante, tre dei nove 1-0 sono firmati proprio da lui: non un caso, ma la dimostrazione di quanto questa Inter difenda bene anche perché è consapevole di poter trovare in attacco, prima o poi nell’arco della partita, il campione che la risolva. All’ennesima galoppata e dopo due cross sbagliati, è arrivato quello giusto di Perisic ad imbeccare il perfetto taglio alla Inzaghi di Maurito che, su tre palloni che gli arrivano, uno lo butta dentro e su questo si può starne certi.
Ad architettare questa diabolica strategia è Mancini, che ha capito quanto questa Inter necessitasse di stabilizzare innanzitutto la difesa, prima di preoccuparsi del gioco e dell’attacco. La scorsa stagione è stata d’insegnamento e, certo non c’erano Miranda e Murillo, ma al di là degli uomini vi è un equilibrio tattico totalmente nuovo. La coperta è corta, come lo stesso mister ha confessato ieri e vorrebbe di più sul piano del gioco, ma l’unico modo tramite cui l’Inter può essere competitiva addirittura per lo Scudetto, è questo.
Che piaccia o no: dopo 18 giornate, la dura legge dell’1-0, non è più un caso.
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