Periodo di mercato in casa Inter, ma anche di rinnovi. Dopo quello di Samir Handanovic – che ha prolungato il suo contratto fino al 2019 -, arriva anche quello di Rodrigo Palacio. Un solo anno in più per l’argentino (30 giugno 2017), che divide l’opinione dei tifosi. Rinnovo giusto o insensato?
PERCHÉ SÌ – Rodrigo Palacio arriva in nerazzurro alla soglia dei trent’anni, dopo aver fatto la cosiddetta “gavetta”. El Trenza inizia in Argentina, dove nelle fila del Boca Juniors si toglie un sacco di soddisfazioni. Poi il Genoa, prima squadra europea a credere in lui, e infine appunto l’Inter. Inutile ricordare quanto utile sia stato Palacio per la squadra nerazzurra nei suoi primi due anni, gol importanti e un’abnegazione alla causa da lodare e applaudire. Da due anni a questa parte il numero 8 nerazzurro vive innegabilmente una fase calante. I problemi alla caviglia e quel Mondiale maledetto con la sua Nazionale hanno tolto un po’ di smalto all’instancabile Rodrigo, ma la sua voglia di aiutare la squadra a risalire dagli abissi è rimasta immutata. Forse il suo rinnovo si può spiegare anche in tal senso, una sorta di atto di gratitudine verso chi dimostra sempre impegno e dedizione. La gratitudine stona con la legge del calcio – direte voi -, ma l’Inter spesso e volentieri ragiona diversamente e questo potrebbe essere un esempio. Poi – elemento da non sottovalutare – Roberto Mancini conta molto sull’esperienza di determinati giocatori, e Palacio è uno di questi. Umile e silenzioso, ma importante all’interno di uno spogliatoio molto giovane come quello nerazzurro.
PERCHÉ NO – Rinnovare il contratto a un giocatore che a febbraio spegnerà trentaquattro candeline provoca ovviamente qualche riflessione e qualche critica. Palacio ormai il più lo ha dato e adesso giustamente si limita al ruolo di riserva di lusso, utile da schierare in campo quando bisogna gestire il risultato con esperienza e astuzia. In tal senso il suo rinnovo potrebbe essere considerato inutile, visto il basso minutaggio accumulato e visto che – in previsione di un ritorno in Champions League – il suo apporto rimarrebbe comunque marginale a causa dell’età, della concorrenza e del fisico non più reattivo come un tempo. Si era parlato di un suo ritorno in Argentina – dove un giorno intende terminare la carriera -, ipotesi che ai tifosi non sarebbe dispiaciuta, non per mancanza di stima ma per ragioni puramente pratiche. Insomma, un rinnovo di contratto importante, che scatena opinioni contrastanti. Scelta giusta o insensata? Sarà il tempo a dirlo.
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