Inter sprecona, ma che beffa! – GdS Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1VYz7Ix Ivan Vanoni

Brozović Ljajić Inter-Sassuolo

La “Gazzetta dello Sport” ha analizzato la sconfitta dell’Inter di misura contro il Sassuolo, beffata da un rigore al 94′ dopo una partita che ha visto i portieri protagonisti

SCONFITTA CASUALE – “È un caso che l’Inter abbia perso una sfida che ha visto i portieri migliori in campo e due erroracci sotto rete Icardi e Ljajic, cioè dei piedi più raffinati a disposizione di Mancini. Questa doppia occasione bruciata all’inizio in pochi secondi (4’ e 5’) ha permesso agli emiliani di entrare senza traumi nel match. Il resto lo ha costruito Consigli, quello che alla Befana aveva regalato un vantaggio al Frosinone. Ieri ha negato due volte a Ljajic (il volo del 43’ p.t. è straordinario), e poi a Perisic e Jovetic il gol che avrebbe permesso all’Inter di tener botta all’arrembante Napoli. Importante anche Handa (su Sansone, Missiroli e Floro Flores), ma il secondo tempo dell’Inter sembrava dover preludere all’ennesimo successo, sia pure di misura. La spinta è stata dominante e pericolosa (21 tiri)”.

CENTROCAMPO – “Nel riproporre l’undici di Empoli (prima volta in stagione), Mancini si è schierato a specchio con Di Francesco. Solo che il reparto di mezzo del Sassuolo è risultato più incisivo, meglio organizzato. L’Inter ha Medel, un mediano, che deve cucire il gioco (sontuoso avvio col lancio millimetrico per Icardi, poi il consueto pitbull); Kondogbia che continua a mostrare carenze di personalità e palleggio per poter fare la mezzala e Brozovic ammirevole per volontà e disponibilità a svolgere più compiti ma troppo spremuto per poter poi risultare determinante. Non che il Mancio avesse molte alternative perché Guarin, calato nel finale, era febbricitante e Jovetic avrebbe comportato il ricorso a un sistema diverso, col rischio di trovarsi in inferiorità numerica in mezzo al campo o di dover rinunciare a un’ala. Inoltre va sottolineato che la squadra è risultata assai pericolosa poiché Ljajic, con spostamenti intelligenti, si è presentato tre volte in posizione di sparo ideale. Avesse avuto il supporto di una mira (o della fronte) centrata sarebbe risultato l’eroe”.

IL PASTICCIO DI MURILLO – “Così come capitato con la Lazio, la Nord (che ha comunque applaudito i suoi) ha dovuto assistere sgomenta a uno sgorbio finale commesso non già da Felipe Melo ma da uno dei nuovi beniamini, cioè Murillo. Su un rinvio di Nagatomo ricacciato verso l’area nerazzurra alla men peggio da Missiroli, il centrale colombiano ha cercato di salire in cielo. Così ha dato via libera a Defrel, abbattuto poi inevitabilmente da Miranda. E Handanovic non è riuscito a ipnotizzare Berardi“.

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