Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, ha insultato Roberto Mancini nel finale della sfida di ieri tra le due squadre. Giampiero Timossi, giornalista che ieri era presente negli studi RAI quando Mancini ha denunciato quanto accaduto, ha commentato il fatto
MANCINI – «Non ha battuto il Napoli, ha sconfitto l’omertà, l’indifferenza dolosa. Mancini ha spiegato: credere che l’omosessualità sia un insulto è una vergogna. Prima di lui nessun allenatore aveva mai scelto di non parlare di un’importante vittoria, lanciando invece un messaggio di denuncia, civiltà e speranza. Non importa se ne parleranno in tutto il mondo. Non importa, anzi è molto meglio così. Sarà un’occasione per crescere. Perché la spontaneità delle parole di Mancini dovrebbero servire a portare avanti una battaglia contro la discriminazione. Parole vere, zero retorica. Questo ha fatto un allenatore, ha strappato un velo d’omertà. Con una sola frase ha messo a nudo il calcio e il Paese. Poi ha detto che “non aveva nessuna intenzione di parlare della partita o d’altro”, si è scusato e se n’è andato. Perfetto. Capito cosa ha combinato? Ha detto pubblicamente: è una vergogna credere che l’omosessualità sia un insulto. Pare ci sia ancora chi non è d’accordo».
SARRI – «Gli abbiamo anche chiesto perché? Lui ci ha provato, ma non ha risposto. Mi aveva quasi convinto della sincerità delle sue scuse, poi si è ostinato a sottolineare che “certe cose dovrebbero rimanere in campo”. E, pochi minuti dopo, la stessa linea veniva fedelmente seguita dal portiere del Napoli, Pepe Reina, una delle voci più ascoltate dai compagni e dai tifosi: “Cose da campo”. No, non sono cose da campo». Questo il pensiero di Giampiero Timossi, su “Calciomercato.com”, su quanto accaduto tra Roberto Mancini e Maurizio Sarri.
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