Dejan Stankovic e la sua nuova vita da dirigente: l’obiettivo è comunque restare all’Inter. Ecco le sue parole ai microfoni di “Inter Channel”, in occasione del format “Inter Nos”: non mancano anche gli spunti sul rapporto con Sneijder e Zanetti
CLUB MANAGER – «Ora sono dirigente, mi organizzo il tempo e ho al fianco grandissime persone. Sono molto legato a Ausilio e sto cercando di imparare. Un’esperienza in un club così non si può buttare, anche perché io spero di rimanere qua tutta la vita. Di preciso non ho potere di firma, non compro nessuno, non faccio la formazione ma faccio lavori che non si vedono».
DA CALCIATORE A DIRIGENTE – «Sono cambiate tantissime cose. La vita di un calciatore è completamente diversa, ora sono molto più disponibile. Quando ero calciatore la società mi proteggeva, ora invece mi piacere fare due chiacchiere coi tifosi. Ho capito che sono più forte in questo ruolo che in panchina. Poi mai dire mai, non so se vorrò fare l’allenatore, ma così mi sento a mio agio. Con Zanetti mi trovo alla grande, quando ci vediamo torniamo indietro nel tempo. Dopo venti anni ad altissimo livello con quella adrenalina e dopo un giorno ti trovi abbassato, non sei più a quei livelli».
SNEIJDER E L’INTER ATTUALE – «Sono legato a Sneijder da una grande amicizia. Oggi non c’è più Wesley, ma il nostro gruppo mi piace. Abbiamo grandissime qualità, si vede il lavoro di Mancini. La squadra è giovane, ma ha fame e voglia di vincere. Mancini modella la squadra coi giocatori che ha, poi la domenica è bello perché nessuno sa chi va in campo. La difesa è messa bene, con Handanovic prendiamo pochi gol e con Miranda e Murillo siamo a tranquilli, ricordano Lucio e Samuel».
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